Il Tirreno

Pisa

Neonato morto, lo strazio di mamma Armanda: «Lasciateci soli nel nostro dolore»

Sabrina Chiellini
Neonato morto, lo strazio di mamma Armanda: «Lasciateci soli nel nostro dolore»

La comunità di Colignola si è stretta attorno ai genitori del piccolo di due mesi morto nel tamponamento di domenica

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SAN GIULIANO TERME. La culla bianca di Brendon è vuota. Ma chi entra nella casa dei coniugi Xeka non può fare a meno di posare lo sguardo sui piccoli pupazzi e sul tulle di quel lettino. Il neonato, che proprio ieri avrebbe compiuto due mesi, è morto a distanza di alcune ore dall’incidente che ha sconvolto la vita dei giovani genitori e dell’altro loro figlio. «Bisognerà spostarla quella culla, perché anche solo a vederla la madre non potrà che piangere. È un ricordo troppo doloroso», dice una vicina arrivata per esprimere la sua vicinanza alla famiglia. 

I genitori del neonato morto, Armanda Zhugri e Artan Xeka, sono devastati da un dolore incontenibile. Alcuni parenti fin dall’altra sera sono arrivati a Colignola, in via Verdi, nell’appartamento - in un complesso dalle pareti gialle, recentemente ristrutturato - per non lasciarli soli. Straziante l’incontro con la mamma. Piange la giovane mentre riceve l’abbraccio dei cugini e del fratello. La donna ha un occhio tumefatto, altro segno del tamponamento finito in maniera drammatica. «Non c’è niente da dire, lasciateci nel nostro dolore...», sono le uniche parole che riesce a dire prima di chiudersi in sé. La notizia della morte del neonato è uno choc per l’intera comunità. Non sono mancate ieri le visite anche di chi finora aveva incontrato la coppia in paese e la conosceva solo di vista. La tragedia che li ha colpiti è così grande che in tanti hanno voluto far sentire la vicinanza che se non cancella la sofferenza aiuta ad affrontare giorni terribili. «È difficile trovare le parole giuste in queste situazioni», dicono alcuni vicini.

Il sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, ha subito cercato di mettersi in contatto con i genitori, inviando una pattuglia di agenti della Municipale mettendosi a loro disposizione. Nessuno avrebbe potuto immaginare che dopo un banale tamponamento il neonato potesse morire.

I familiari sono tornati sul luogo della tragedia, in via Aristo Manghi a Cisanello, quasi a voler trovare una spiegazione. Hanno lasciato un mazzo di rose bianche e fiori gialli per Brendon con due biglietti listati a lutto, proprio nel tratto dove è scoppiato l’airbag che ha ucciso il piccolo. Oltre al dolore per la perdita del figlio, c’è anche il timore che il padre possa essere denunciato perché non aveva disattivato l’airbag dopo che aveva messo l’ovetto sul sedile anteriore del passeggero. Anche per questo nessuno ha voglia di parlare, pur sapendo che per due genitori non può esserci punizione più grande di quella della morte di un figlio. La famiglia aspetta le decisioni della Procura. Il corpicino è stato trasferito a medicina legale, la polizia municipale va avanti con le indagini, ha sequestrato la Citroen con l’ovetto e quasi sicuramente il padre sarà indagato.

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