Il Tirreno

Pisa

polemica sulla chiusura 

Info-point al Duomo «Scelta incredibile e senza una strategia»

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PISA. «Incredibile, quasi impensabile». Così l’ex sindaco Marco Filippeschi commenta la scelta del Comune di chiudere il punto di informazioni turistiche sulla piazza del Duomo per portarlo a Palazzo Gambacorti. «È stata una conquista, dall’agosto 2014, e ha funzionato - dice Filippeschi -. Va difesa con le unghie e con i denti. Che città sta diventando la nostra? È un colpo dato alle prospettive del turismo della città. Che dicono i rappresentanti degli operatori danneggiati da una misura tanto assurda? Ci sono altri interessi in gioco che non si possono dire? L’opposizione si fa viva per chiedere un dietrofront ai cervelloni che hanno fatto questa pensata tafazziana? Perché non si è fatta la battaglia per tenere aperto anche il punto di informazioni dell’aeroporto e non si fa per riaprirlo?».

«Negli asset strategici che hanno fatto grande questa città la giunta Conti è assente e noi lo denunciamo da tempo nella più completa solitudine», interviene Olivia Picchi, consigliera comunale del Pd, vicepresidente della commissione cultura e commercio. «Conti e la sua maggioranza - prosegue - si occupano delle “piccole” cose (parole da loro direttamente pronunciate) importanti senza dubbio, ma che non fanno crescere la città. Prendiamo spunto da questa vicenda e facciamo una breve cronistoria. È dell’ottobre del 2019 la mia richiesta di accesso agli atti per il bando di info-point e la richiesta di discussione in commissione. In commissione non siamo riusciti ad avere molte informazioni, ma non perché non volessero condividere una strategia, perché semplicemente non ne avevano una. Alle nostre domande su come fosse possibile tenere l’ufficio informazione turistica all’interno di un palazzo con orari limitati e quale logica stesse dietro questo, ci è stato risposto solo con un silenzio imbarazzante».

«Abbiamo anche proposto - aggiunge la consigliera - di attivare rapporti con la Provincia per chiedere la fruizione dei vecchi spazi (oltre alla sottoscritta in consiglio provinciale siedono due rappresentanti della maggioranza cittadina che insieme a me potevano farsi carico della costruzione di un progetto più ampio), ma anche a questo è seguito il solito consueto silenzio». —

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