Il lutto
Ancora una raffica di addii dagli organi del Pd della provincia di Pisa
In dieci decidono di rassegnare le dimissioni dopo l’abbandono da parte del segretario Sonetti. Lasciano anche gli ex assessori Bandinelli e Cipriani
PISA. Ancora una raffica di dimissioni dal Pd della provincia di Pisa, dopo lo “strappo” inaugurato alcuni giorni fa con l’abbandono, e il conseguente passaggio ad Italia Viva di Matteo Renzi, da parte del segretario provinciale Massimiliano Sonetti. Quest’ultimo, 48 ore dopo il suo addio ai dem, era stato seguito da altri quattro componenti la segreteria provinciale: Irene Consoloni, già responsabile del coordinamento eletti, aziende partecipate, politiche europee e informazione; Marzia Moisè, già responsabile delle politiche giovanili; Giuseppe Pasqualetti, già responsabile enti locali e università e segretario circolo università; Alberto Porcaro, già responsabile sanità, sociale e sport.
Sabato 15 febbraio, invece, a decidere di restituire la tessera del partito sono stati dieci membri della direzione provinciale del Pd: Maria Elena Bianchi Bandinelli Paparoni, ex assessore all’ambiente del Comune di San Giuliano, Fabrizio Braccini, ex consigliere comunale di Pontedera ed ex vice presidente del Pd pontederese, Luciana Cipriani, ex assessore alla cultura del Comune di San Giuliano e responsabile organizzativo del partito a livello provinciale, Maria Giulia Facenza, Camilla Gesi, Francesco Monceri, Isabella Nardini, Riccardina Pollice, Beatrice Raggio e Luana Sbrana.
Di rilievo il passo indietro di Francesco Monceri, già consigliere comunale e segretario comunale di Pisa della Margherita al tempo della fusione nel Pd: «Prendo atto con rammarico – afferma – della deriva presa dal Partito democratico, soprattutto nell’ultimo periodo in cui all’iniziativa di rilancio promessa dall’attuale segretario nazionale non ha fatto seguito un atteggiamento conseguente. Un mancanza di orientamento generale che si è riflettuta a livello locale con un’inaccettabile querelle tra correnti per la scelta del nuovo segretario comunale e del candidato sindaco a Cascina. Ma anche a livello nazionale la situazione non è migliore, con l’ambigua posizione tenuta dal Pd sul tema della prescrizione, che fa registrare la perdita di un’identità chiara del partito, nonostante che nel recente passato la stessa Corte costituzionale abbia ammonito sulla necessità di considerare il principio di legalità penale come principio supremo dell’ordinamento, tornando addirittura ad evocare la teoria dei controlimiti».
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