Sicurezza
«Lo stop a Peretola è una sconfitta» «No, è quello che serve al Galilei»
Ziello: il Pd è responsabile per non aver migliorato i collegamenti favorendo Bologna. Fontanelli: bene così
PISA. «Una sconfitta per la Toscana», dice il deputato della Lega, Edoardo Ziello. «No, una buona notizia», ribatte Paolo Fontanelli, ex sindaco di Pisa ed esponente di Articolo Uno. Reazioni differenti, anche se entrambi i politici mettono al centro lo sviluppo di Pisa, al pronunciamento con cui il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi contro la sentenza del Tar del 2019 con la quale si annullava la Valutazione d’impatto ambientale (Via) che avrebbe dato il via libera all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. «Le sentenze si rispettano sempre, ma per la Toscana questa è una sconfitta. Quando si blocca un’infrastruttura - dice Ziello - c’è sempre una perdita consequenziale in termini finanziari ed economici, soprattutto quando si ha a che fare con una grande società quotata in Borsa. Se un investitore gigante come Corporacion America, dopo tutti questi anni, ha perso tempo, rischiando di perdere un investimento importante per tutta la Toscana, lo dobbiamo semplicemente all’incapacità e all’irresponsabilità del Pd toscano le cui faide politiche hanno paralizzato lo sviluppo infrastrutturale della Toscana come nel caso della Tirrenica e di altre opere strategiche. Di fronte a questo scenario Bologna ringrazia e non vede l’ora di fagocitare tutti i passeggeri di Peretola, in barba ai toni amorevoli che usa spesso il sindaco di Firenze, Dario Nardella, con i suoi omologhi bolognesi».
Sul tavolo ci sono ora le decisioni che prenderà Toscana Aeroporti, in particolare sul progetto di ampliamento a 6,5-7 milioni di passeggeri del terminal del Galilei. «L’aeroporto di Pisa - sottolinea Ziello - proseguirà nel suo percorso di ampliamento: me lo hanno garantito e sono sicuro che sarà così, come testimoniato dall’apertura del nuovo terminal. Il Galilei è strategico ed è innegabilmente la principale porta d’accesso occidentale della Toscana, ma per colpa dei collegamenti ferroviari troppo lenti con Firenze, su cui il Pd non ha mai investito come si sarebbe dovuto fare, pur esprimendo nel corso degli anni un presidente del consiglio pisano (Letta), una ministra pisana (Carrozza) ed una miriade di parlamentari pisani chiacchieroni, non è in grado di assorbire completamente il carico aereo di Peretola, poiché molti passeggeri preferiscono scendere direttamente al Marconi di Bologna che dista dal centro di Firenze soltanto mezz’ora di alta velocità ferroviaria. Bisogna sostenere gli investitori in tutti i modi e soprattutto stigmatizzare certi toni che rischiano di far scappare gli investitori che hanno creato migliaia di posti di lavoro. La missione della politica è quella di accrescere il benessere di un territorio e non gioire se il progresso viene arrestato».
Per Fontanelli, sull’altro versante, «è una buona notizia la sentenza del Consiglio di Stato con cui viene rigettato il ricorso di Toscana Aeroporti contro il pronunciamento del Tar in ordine alla Valutazione d’impatto ambientale della nuova pista dell’aeroporto di Peretola. Si tratta sicuramente di una vittoria per i Comuni ed i comitati della piana che hanno denunciato rischi e danni di un progetto che compromette sul piano ambientale un territorio sensibile ed incide in negativo sulla qualità della vita dei comuni e delle popolazioni interessate».
Il punto essenziale, secondo l’ex sindaco e deputato, è che «questa sentenza dovrebbe comunque indurre tutti ad un serio ripensamento, ma la cosa più probabile è che i sostenitori della nuova pista, per interessi economici o per calcoli politici e elettoralistici, non molleranno facilmente e continueranno a dire, furbescamente, che per fare sistema tra i due aeroporti Pisa e Firenze è necessario realizzare a Peretola una pista doppione di quella di Pisa anziché realizzare un’effettiva integrazione dell’offerta e dei servizi. E se si obbietta che in questo modo c’è uno spreco enorme di risorse ambientali e finanziarie ci rispondono che questo è il business. Poco importa - conclude Fontanelli - se questo spreco condizionerà negativamente il futuro del territorio. Però ad oggi questi propositi hanno trovato la giusta resistenza e il deliberato del Consiglio di Stato fa ben sperare».—
Altro servizio a pag. 13
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