Il Tirreno

Pisa

la protesta 

Contratti, gli ex lettori dell’Ateneo sul piede di guerra

S.V.

A Pisa un incontro dei vertici nazionali e dei sindacati che  rappresentano la categoria professionale

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pisa. Non si fermano le rivendicazioni degli ex lettori (ora collaboratori e esperti linguistici) del Centro linguistico dell’Università di Pisa. Nei giorni s corsi, a Palazzo Boilleau, i rappresentanti del lettorato Unipi hanno organizzato una tavola rotonda nazionale che ha riunito non solo ex lettori/Cel, ma anche membri dei sindacati Cisl e Flc-Cgil. Coinvolti anche i rappresentanti sindacali per la categoria delle rispettive università: per la Cisl la dottottoressa Eugenia Verdaguer, lettrice di portoghese all’Università del Salento di Lecce, mentre per la Flc Cgil il dottor John Gilbert, lettore all’Università di Firenze. Ma sono tante le voci che a livello nazionale hanno preso parte al coro indignato di questa categoria professionale. Così ex lettori provenienti da diverse Università italiane (Firenze, Siena, Verona, Ca’ Foscari a Venezia, Sapienza di Roma) si sono incontrati per confrontarsi e per dibattere sulle varie problematiche. «La paura paralizza, ma è importante restare uniti», sostiene la dottoressa Verdaguer, che assieme a Gilbert ha delineato il quadro normativo e la necessità di proseguire i lavori con la commissione paritetica a Roma.

L’obiettivo dei sindacati è quello di creare un’area dedicata a questa categoria all’interno del contratto nazionale di lavoro, cercando di risolvere le numerose incertezze degli ex lettori/Cel. Il grande assente è infatti un profilo giuridico della professione (tuttora indefinita), in grado di adeguare la figura del lettore alla mansione svolta nell’insegnamento di lingua. A questo si aggiunge anche l’assenza di uniformità contrattuale nel panorama nazionale, dove ogni università rappresenta un caso a sé stante. Emblematico è l’esempio dell’Ateneo di Pisa, dove gli ex lettori, a differenza dei colleghi fiorentini, sono obbligati a recuperare le ore di assenza per malattia giustificata, di fatto anche nel caso di situazioni gravi. Durano ormai da più di due anni le proteste del lettorato pisano, che ha visto addirittura peggiorare la propria situazione: la didattica è aumentata del 33% a parità di stipendio, con l’eliminazione del quarto d’ora accademico; sono stati bloccati gli scatti di anzianità, mentre è ancora in fase di discussione l’ipotesi di introdurre un badge solo per la categoria insegnante dei lettori/Cel, una ulteriore forma di vigilanza, per di più peculiare nel contesto universitario. «La nostra lotta non è finalizzata ai soldi», sottolineano Carmen Llinares Ricart, insegnante madrelingua di spagnolo, e Luisa Panichi, insegnante madrelingua di inglese, entrambe rappresentanti degli ex lettori nel consiglio del Cli. «Noi protestiamo per i nostri diritti. Due anni fa si è aperto un tavolo con l’Università, ma non è stato possibile trovare un accordo perché le proposte, tutt’altro che soddisfacenti, andavano verso un peggioramento delle condizioni contrattuali». —

S.V.

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di Redazione web