Sicurezza
«Ti sosteniamo, ma devi cambiare impostazione»
Il capogruppo dei democratici scrive a Conti: «Devi evitare l’isolamento del Comune che hai avviato, ripristinando il valore dei presidi socio-culturali»
PISA. «Caro sindaco, in segno di trasparenza ed impegno nei tuoi confronti e in quelli della città, ti scrivo pubblicamente per dirti che noi siamo fortemente sostenitori di Pisa come città e capitale della cultura». Inizia così una lettera aperta che il capogruppo in consiglio comunale del Pd, Matteo Trapani, scrive al sindaco Michele Conti. Un sostegno però “condizionato”. «Pisa - spiega Trapani - è infatti una città ricca di monumenti, di tradizioni, di storia. Leggo che si vuole sfruttare il richiamo dei tanti luoghi diventati esempio di ottimi investimenti (dall’intera zona della Cittadella ai Vecchi Macelli, dal canale dei Navicelli al circuito delle mura) e che rappresentano oggi un’importante eredità. Ne siamo pienamente d’accordo. Ti scrivo però in ordine a tre cose, che abbiamo provato a farti notare a più riprese in tutto questo tempo. Anzitutto, proprio questi investimenti si sono bloccati da un anno e mezzo e non vi è stato il recupero e la riqualificazione di alcun luogo»
Ancora, aggiunge Trapani, «si sono chiusi i rapporti con tutti i Comuni limitrofi, con una richiesta di aiuto postumo, ormai troppo debole. Occorre creare, al contrario, un laboratorio di idee e collaborazione con i territori vicini, messi ingiustamente in secondo piano (ad esclusione di Cascina) durante la discussione intessuta per il Piano Intercomunale, in cui siamo stati in netto disaccordo». Il terzo punto «che voglio pubblicamente segnalarti è l’isolamento al quale stiamo assistendo, poiché sembra ormai di aver dimenticato che Pisa insieme ai tanti comuni vicini può produrre un’offerta ambientale senza precedenti (dal Parco ai Monti Pisani, dal litorale al percorso dell’Arno). Ti scrivo perché pensiamo sia necessario includere in progetti e percorsi sia i comuni limitrofi sia le province di Lucca e Livorno per realizzare un’offerta forte di servizi. Siamo però di fronte ad un isolamento totale, tale da farci pensare di partecipare ad una candidatura così prestigiosa senza portare con noi ciò che ci ha sempre contraddistinto: la voglia di innovare, di fare squadra, di progettare idee sul territorio. Dobbiamo allora sostenere Pisa come capitale della cultura pensando ad investimenti e proposte di area che abbiano ricadute effettive e non fatte di tagli di risorse al Teatro o alla biblioteca o all’asfaltatura (con i ciclamini)».
«Ti scrivo - prosegue la lettera - perché questa precarietà della proposta non fa bene a Pisa. Dobbiamo impegnarci a portare Pisa non solo nella lista delle prime dieci posizioni, ma dobbiamo farla risultare vincitrice. Ma non si può vincere annullando ogni presidio sociale e di cultura, o dimenticando ogni intervento di riqualificazione, ovvero annichilendo ogni proposta giovanile o associativa, o ancora chiudendo le piazze e dimenticando qualsiasi programmazione culturale. Ti scrivo perché non è ancora tardi per cambiare rotta ed iniziare un nuovo modello di lavoro, riprogrammando interamente la partecipazione in modo pieno ed efficace». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
