Il dolore
Slitta a marzo l’udienza per il padre-padrone
pisa. Slitta al 4 marzo l’udienza in cui sarà discussa la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura a carico del 46enne bosniaco, e di una figlia accusata per un episodio di violenza privata, in carcere da metà settembre con l’accusa di sequestro di persona continuato, maltrattamenti, calunnia e, prima misura applicata in Italia con l’introduzione del “codice rosso” ad agosto, anche per costrizione e induzione a contrarre matrimonio nei confronti di una figlia. Il gip Giuseppe Laghezza ieri mattina ha dichiarato la propria incompatibilità per aver fimato alcuni atti durante le indagini preliminari e ha rinviato l’udienza al 4 marzo. Il 46enne è assistito dall’avvocato Roberto Nocent, mentre la figlia dal legale Carlo Lombardi. Il 21 ottobre le due figlie di 21 e 19 anni avevano cambiato la loro versione al gip nel corso dell’incidente probatorio avevano fatto mettere a verbale un altro contesto. «Non è vero che nostro padre ci picchiava. E non è vero neanche che ci minacciava se non avessimo sposato chi voleva lui. Abbiamo detto quelle cose perché eravamo pressate dai nostri fidanzati romeni». —
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