Il Tirreno

Pisa

l’inchiesta della polizia 

Overdose mortale, caccia allo spacciatore

Pietro Barghigiani ; Altro servizio a pag.11
Overdose mortale, caccia allo spacciatore

Le indagini puntano a scoprire chi ha ceduto la dose di eroina che il 48enne si è iniettato nel bagno dell’ospedale

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La Procura indaga sull’ipotesi di morte per conseguenza di altro reato nell’inchiesta sul decesso in un bagno dell’ospedale di un 48enne residente nel comune di San Giuliano Terme.

L’uomo, come anticipato dal Tirreno, è stato trovato senza vita domenica nella toilette dell’edificio 31B a Cisanello dove era ricoverato da poco per un problema a una spalla.

Il magistrato Fabio Pelosi ha delegato la squadra mobile diretta dal commissario Fabrizio Valerio Nocita per mettere insieme elementi che possono essere utili a ricostruire le ultime ore della vittima. Chi ha visto, con chi ha parlato e di cosa.

La base di partenza è sempre il contesto in cui viveva la persona di cui si vuole analizzare la vita per poter iniziare una ricostruzione del suo ambiente.

Un vissuto non semplice quella del paziente e la frequentazione con la droga che non era ormai più da tempo solo occasionale.

Un fardello da cui non si era liberato e che ne condizionava un’esistenza precaria.

Quello che gli investigatori vogliono accertare è se esiste una responsabilità penale nella morte del 48enne.

Se e chi qualcuno è entrato in ospedale domenica e ha lasciato all’amico dose e siringa che poi il paziente ha cercato di utilizzare nel bagno andando incontro a un overdose fatale.

I primi soccorritori lo hanno trovato steso sul pavimento con la siringa ancora nel braccio.

Un’immagine che ha escluso malori estranei a quello provocato dallo stupefacente in vena.

Si era chiuso in bagno e quando il personale sanitario non lo ha visto a letto sono andati a bussare alla porta. Il silenzio ha anticipato la scena con un cadavere accompagnato da una siringa.

Ieri mattina il medico legale David Forni ha svolto l’autopsia e la salma è stata restituita ai familiari (madre, figlia e fratello) per organizzare il funerale.

Il personale della squadra mobile ha iniziato sentire i conoscenti della vittima per capire se qualcuno può aver saputo di visite la domenica del decesso o anche il giorno precedente. Persone che potrebbero aver portato all’amico la dose letale.

Ecco perché questo passaggio viene inteso dalla Procura come un reato. —



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