Attenzione
«Nessun disturbo da trauma sui bimbi»
In aula parla il consulente delle due imputate Ori e Castiglioni «Per i bambini si può parlare di disagio dell’adattamento»
pisa. «Le condotte sono state di sicuro aggressive, ma non idonee a provocare disturbi post traumatici da stress».
Il dottor Giovanni Battista Camerini, psichiatra di Bologna, è uno dei consulenti delle imputate Sonia Ori e Donatella Castiglioni, a processo per i maltrattamenti aggravati sui bimbi dell’asilo del Cep.
Ieri pomeriggio è stato sentito in aula dal giudice Beatrice Dani (pm Aldo Mantovani), dai legali delle numerose parti civili e dagli avvocati delle due imputate.
Il senso del suo contributo come professionista chiamato a pronunciarsi sui comportamenti delle due educatrici è che i bimbi non hanno riportato stress traumatici per le urla e spesso anche le mani alzati delle imputate su di loro.
«Quello che appare, invece, è un disturbo dell’adattamento dei bimbi» è stata la chiosa del medico. Un racconto che punta ad alleggerire le presunte responsabilità delle educatrici per come sono state rappresentate dall’accusa.
Sulla conferma del disturbo post traumatico da stress non solo sui bimbi, ma anche sui genitori, si era già espressa la consulente delle parti civili e gli specialisti della Stella Maris.
A processo ci sono Sonia Ori, originaria di Sillano, 60 anni di Pisa, e Donatella Castiglioni, coetanea di Cascina, a giudizio per maltrattamenti aggravati contro i bimbi dell’asilo del Cep (inchiesta chiusa nel febbraio 2016).
Le due hanno annunciato di voler parlare nel corso della prossima udienza in programma il 9 marzo alle 15,30.
Ori si è detta pronta a sottoporsi all’esame e al controesame delle parti. Castiglioni ha precisato che renderà solo dichiarazioni spontanee.
Nelle scorse udienze i genitori hanno raccontato i loro tormenti. «Mio figlio la notte si svegliava e urlava “Basta, basta”», riferì una mamma ascoltata.
«Se lo sgridavo si metteva in un angolo e diceva “bimbo cattivo”. Oppure abbassava le spalle e la testa come se volesse dirmi: “Oddio, ora cosa mi fa...”». Bambini che se giocavano con l’acqua si agitavano: la maestra
Ori è stata vista mentre gettava l’acqua in faccia ai piccoli, secondo le accuse. E fino a quando non avevano cominciato a parlare le loro reazioni sono state meno amplificate perché non avevano neppure la possibilità di esprimersi. —
P.B.
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