Il Tirreno

Pisa

il caso in tribunale 

Ex politico sotto processo per maltrattamenti

Pietro Barghigiani
Ex politico sotto processo per maltrattamenti

Lo accusa l’allora convivente Botte e minacce di divulgare video hard della coppia tra le accuse mosse all’imputato già condannato a ottobre

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Non ci sono solo le botte nella querela che diventa processo.

Pesano e lasciano il segno anche le minacce di pubblicare online i video privati in cui la coppia fa sesso.

Non solo quello. Agli atti c’è pure un episodio in cui la partner sarebbe stata costretta a farsi fotografare accanto a una piccola coltivazione casalinga di piante di marijuana in modo da poterla poi ricattare, secondo il disegno alterato dell’allora compagno.

Sono alcune delle accuse mosse a un 33enne pisano, ex consigliere comunale a San Giuliano Terme (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa). Maltrattamenti continuati è il reato da cui è chiamato a difendersi in Tribunale a Lucca (giudice Nidia Genovese) in una storia turbolenta andata avanti dal 2014 alla fine del 2017 con una 45enne residente a Lido di Camaiore.

Nell’ottobre scorso l’imputato è stato condannato a Pisa a un anno e 7 mesi per molestie, tentata violenza privata e minaccia aggravata. Altri capi di imputazione prescritti o non punibili per difetto di querela.

A Lucca si ripete la sceneggiatura di un film già visto in Tribunale a Pisa.

Lei che accusa il compagno dell’epoca di picchiarla. Testa sbattuta contro il cruscotto dell’auto con rottura di un dente e labbra sanguinanti, capelli strappati e ginocchiate in faccia solo per citare alcune esperienze riferite in querela dalla donna.

E poi gli episodi di stalking e di presunta violenza sessuale con avances respinte e poi subite, secondo l’allora fidanzata, che nel processo sono stati fatti rientrare nei maltrattamenti.

Un processo delicato che avrà come testi la parte offesa e anche gli investigatori del commissariato di Viareggio e della squadra mobile di Pisa.

In momenti diversi, ma sempre nell’ambito della stessa indagine, la polizia si è occupata di un rapporto di convivenza in cui la donna dopo denunce presentata e ritirate alla fine ha deciso di andare avanti per far cessare gli assalti dell’imputato.

Agli atti ci sono anche gli episodi avvenuti durante una vacanza a Ibiza nel 2015 con aggressioni fisiche e scenate di gelosie deragliate in colpi in testa con un cellulare.

Un giorno le chiede di andarlo a prenderle in aiuto altrimenti «l’avrebbe raggiunta a casa e ammazzata di botte».

Frammenti di una relazione che, nella rappresentazione dell’accusa, è stata vissuta come un tormento continuo dalla convivente dell’imputato. Ora il processo per fatti che risalgono a sei anni fa tra Lido di Camaiore, Ibiza e Pisa. —





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