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Interventi sui ponti e intese con Livorno «L’obiettivo è lo sbocco a mare diretto»
PISA. Miglioramento e potenziamento delle dotazioni infrastrutturali sono uno snodo decisivo nelle strategie della Navicelli. E tra le infrastrutture una parte essenziale è rappresentata dai ponti che regolano e vincolano le attività che insistono sul canale.
Il ponte di Calambrone, quello con le porte vinciane, è sotto la gestione della Navicelli. «Per questa struttura - spiega Pisano - le esigenze di manutenzione straordinaria sono diventate stringenti. Un plauso alla Regione che ha recepito e ci sta aiutando, grazie ad uno stanziamento di 800mila euro, oltre ad aver ha messo a disposizione 50mila euro nel 2019 e 50mila euro nel 2020 per l’incarico tecnico. Entro fine anno vorremmo avviare il rifacimento del ponte levatoio con nuova struttura in ferro. Mi piacerebbe venisse realizzata da imprese insediate lungo il canale, ovviamente nel pieno rispetto di procedure ad evidenza pubblica».
Un altro ponte sul canale è quello levatoio di Tombolo. «In questo caso non c’è la stessa urgenza. Ho comunque chiesto all’Università uno studio sul suo stato. Anche perché in concomitanza con l’apertura del casello autostradale di Stagno abbiamo registrato un aumento del passaggio di mezzi pesanti. Dobbiamo inoltre considerare che si tratta di una struttura in ferro che opera in ambiente salmastro e come tale ha bisogno di maggiori attenzioni. Poi ci muoveremo di conseguenza».
Un ponte strategico è quello fisso alla foce dello Scolmatore. Un ostacolo al passaggio delle imbarcazioni nell’ottica di un futuro sbocco a mare diretto del canale dei Navicelli. «Autorità Portuale di Livorno e Rfi chiedono di ridurre i tempi di apertura dei ponti. Navicelli, che vede aumentare la produzione sul canale, vuole invece incrementarli. Non darò dunque il via libera, ma non vogliamo certo lo scontro. Soluzione? Ho proposto - dice Pisano - di realizzare un ponte mobile sullo Scolmatore per dare ai Navicelli lo sbocco diretto. Questo intervento può rientrare nel progetto della Darsena Europa, con l’Autorità Portuale che si offrirebbe di pagare la progettazione. La realizzazione potrebbe essere sostenuta con i fondi già disponibili per la conca di navigazione, che passerebbe in secondo piano nella sequenza degli interventi». —
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