Il Tirreno

Pisa

LA SENTENZA 

Poliziotto-rapinatore tornerà in carcere

Pietro Barghigiani
Daniele Trubiano è stato un poliziotto e da sempre scrive libri con lo pseudonimo di Daniele Lama
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Daniele Trubiano è stato un poliziotto e da sempre scrive libri con lo pseudonimo di Daniele Lama

La Cassazione rigetta il ricorso contro la condanna a 6 e mezzo e per l’ex agente della Digos si riaprono le porte della cella

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PISA. La notizia gliel’ha comunicata intorno alle otto di ieri sera il suo legale: «Niente da fare Daniele, il ricorso è stato respinto». E da quell’istante è iniziato il conto alla rovescia in quella che fu una doppia vita un tempo borderline di Daniele Trubiano, 54 anni, originario di Lucca e residente a Riglione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del suo avvocato, il legale Giuseppe Carvelli. Resta la condanna inflitta in appello a Firenze nel settembre 2018: 6 anni, 6 mesi e 20 giorni. Trubiano, o Lama quando scrive libri, è un ex poliziotto che nella follia di risollevarsi da una situazione finanziaria disastrosa aveva iniziato a fare rapine.. La condanna che a Pisa venne definita in abbreviato nel giugno 2016 da ieri è definitiva. Dopo il carcere e i domiciliari sono passati sei mesi di misura cautelare. Restano circa sei anni da scontare e a breve per il poliziotto-scrittore, trasformato in un bandito nel delirio da cui ora dice di essere uscito, si riapriranno le porte del carcere. Niente da dire sulla responsabilità dell’imputato, reo confesso dal giorno dell’arresto - settembre 2015 - e impegnato in una redenzione attraverso la scrittura.

Quelli che potevano essere limati, secondo la difesa, erano i pesi e contrappesi di attenuanti e continuazione del reato. Ha iniziato fin da subito a fare i conti con il male che lo aveva fatto diventare quello che la sua storia di poliziotto avrebbe dovuto combattere.

Di giorno poliziotto, con un passato nell’antiterrorismo. Di sera rapinatore. Per esorcizzare i suoi demoni si cimenta con la parola scritta. E lancia appelli a chi si è indebitato suggerendogli di chiedere aiuto prima che sia troppo tardi.

Ha confessato almeno sette rapine, aggravate dall'uso di un’arma, a negozi e supermarket nelle province di Pisa, Lucca e Livorno. Pentito per quello che ha fatto e desideroso di ricominciare una nuova vita facendo tesoro degli sbagli commessi, Trubiano ha vissuto finora con l’ombra del carcere. Il poliziotto diventava bandito quando non riusciva a stare dietro alle rate in scadenza. Dalla Coop a La Rosa di Terricciola alla Conad di Capannoli avvenute tra ottobre e novembre del 2014. Sempre di venerdì, ma in pieno giorno (13,30) la rapina alla Coop di Donoratico della vigilia di Ferragosto 2015 che fruttò 3600 euro. In serata il raid all'Arcaplanet di Navacchio. L’ultima, conclusa con l’arresto, avvenne nel settembre 2015 al punto Conad della frazione di Sant'Alessio a Lucca. Furono i colleghi della questura lucchese a mettergli le manette ai polsi. Rimase in silenzio fino a quando negli uffici esibì il tesserino da poliziotto. E svelò il personaggio parallelo capace di far saltare quell’equilibrio precario e ormai avariato nel gorgo dei debiti da rincorrere.

La sua storia maledetta è diventata un libro. Si intitola "Bolle di affanno", un’autobiografia per chi senza difese rischia di essere travolto dallo tsunami dei debiti. —

Pietro Barghigiani
 

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