Il Tirreno

Pisa

Al Galilei 

Controlli annunciati ma non decollati

S. C.
Controlli annunciati ma non decollati

Incubo Coronavirus, la burocrazia è più forte della paura  Niente monitoraggio della febbre dei passeggeri agli arrivi

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Partono i controlli. Anzi, no. La burocrazia è più forte del Coronavirus. Così i controlli per misurare la temperatura dei passeggeri che arrivano all’aeroporto di Pisa non sono iniziati, nonostante le disposizioni del Dipartimento nazionale della protezione civile e con le Misericordie pisane pronte a schierare i volontari all’interno del “Galilei”. Tutto il mondo è in allarme eppure la macchina della prevenzione e del monitoraggio, a quanto pare, incontra ostacoli. Uno tra tanti, quello di riuscire a far dialogare enti diversi, oltre alla mancanza di strumenti adeguati per i controlli.

La giornata comincia con una comunicazione delle Misericordie pisane, allertate dalla Protezione civile. «Come in tutti maggiori aeroporti italiani circa 10 volontari formati e dotati di appositi Dpi (Dispositivi di protezione individuale), saranno impegnati in una task force per monitorare tutti i passeggeri in transito al Galilei. Questo per individuare immediatamente casi sospetti e prevenire la diffusione. Gli stessi saranno impegnati per tutta la fascia oraria di operatività dell’aerostazione».

Molto bene. Salvo che poi dopo alcune ore i controlli non sono decollati. Sono stati proprio fermati. La Sat, che gestisce l’aeroporto, non era stata informata del monitoraggio e così, a metà mattina, ha fatto sapere che non ci sarebbe stato alcun controllo, almeno ieri.

Poi è arrivata anche la Regione. Con una nota ha informato dei controlli in atto negli aeroporti Galileo Galilei di Pisa e Amerigo Vespucci di Peretola. Al via, diceva la nota, il monitoraggio della temperatura corporea di tutti i viaggiatori in arrivo da voli internazionali. Tutto come previsto da una direttiva della Protezione civile nazionale, alla cui applicazione è preposto l’Usmaf (Ufficio sanitario marittimo aereo e di frontiera). Ma a Pisa i volontari non hanno potuto prendere servizio. In Toscana questo compito è stato affidato a i volontari della Misericordia. Secondo la procedura concordata tra Ministero della salute e Protezione civile, ai viaggiatori verrà misurata la temperatura con un termometro laser e verrà sottoposto un quesito anamnestico: provenienza, sintomatologia. Se hanno temperatura superiore a 37, 5 gradi, provengono da zone a rischio e rientrano nei casi sospetti previsti dalle linee guida del Ministero della salute (recepite dal protocollo regionale), dovrà essere subito attivato il 118 e i viaggiatori trasportati nell’ospedale di riferimento, quello più vicino in cui sia presente un reparto di malattie infettive.

Dopo il nulla di fatto di ieri questa mattina è prevista una riunione operativa.

Sarà l’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) del ministero della Salute, di base al Galilei e competente anche per il Vespucci di Firenze, ad organizzare e monitorare il servizio, ha fatto sapere la Sat. Al personale (medico compreso) saranno forniti termometri laser in grado di stabilire la temperatura corporea di ogni passeggero. Prima di dare inizio al monitoraggio Sat ha chiesto chiarezza sui protocolli. E soprattutto ha intenzione di chiedere quali saranno le procedure da seguire in caso di presunti casi di Coronavirus. L’altro giorno a Livorno è stato seguito il protocollo (anche se poi si è rivelato un falso allarme) ed è stato imposto l’isolamento anche i familiari dell’uomo che si sospettava potesse avere contratto la malattia. –

S. C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa