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La lingua italiana 

L’Opera del vocabolario si allea con la Normale

L’Opera del vocabolario si allea con la Normale

L’istituto del Cnr aprirà una nuova unità di ricerca a Pisa per sviluppare e potenziare gli strumenti filologici e digitali

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Pisa. L’Opera del vocabolario italiano (Ovi), l’istituto del Cnr che da anni raccoglie, elabora e pubblica in rete i testi e il vocabolario dell’italiano antico avrà una sede a Pisa. Sta infatti per essere approvata la costituzione presso la Scuola Normale di Pisa di una nuova unità di ricerca.

L’Ovi, che ha sede a Firenze presso l’Accademia della Crusca, da decenni raccoglie ed elabora il corpus testuale e il vocabolario dell’italiano antico, dalle origini al XIV secolo. Un lavoro che negli ultimi anni vine anche pubblicato su Internet in modalità open access.

La prossima apertura di una unità di ricerca dell’istituto Ovi a Pisa è stata anticipata dal presidente del Cnr Massimo Inguscio ai margini dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Firenze, commentando il progetto di un museo della lingua che dovrebbe sorgere proprio nel capoluogo toscano.

Nei giorni scorsi il direttore della Normale, Luigi Ambrosio, ha confermato che è in corso l’approvazione da parte degli organi di governo della Scuola superiore della convenzione per la costituzione dell’unità di ricerca di Cnr-Ovi presso la Classe di Lettere e Filosofia.

Il nuovo soggetto che opererà alla Scuola Normale avrà come obiettivo quello di un ulteriore sviluppo filologico e informatico del corpus. Il lavoro sul vocabolorio italiano si inserisce e si avvantaggerà da un contesto di ricerca, quello della Classe di Lettere e Filosofia, da anni pienamente attivo nella repertoriazione in forma digitale dei testi antichi.

La nuova unità pisana disporrà di personale di ricerca del Cnr e della Scuola Normale. Ne farà parte anche Lino Leonardi, professore di Filologia e linguistica romanza a Palazzo della Carovana nonché socio dell’Accademia della Crusca e della commissione per i Testi di Lingua di Bologna. Leonardi è anche coordinatore nazionale del progetto “Renovo”, destinatario di un finanziamento ministeriale per aggiornare il corpus testuale e creare attorno ad esso nuovi strumenti di filologia digitale.

Il corpus dell’Opera del vocabolario italiano attualmente raccoglie circa 24 milioni di occorrenze dell’italiano antico ed è diventato uno strumento indispensabile per l’intera comunità scientifica nazionale. Ogni anno l’Ovi pubblica il “Bollettino” che contiene gli indici e una selezione delle voci del “Tesoro della lingua italiana dalle origini” redatte ogni anno, le edizioni di testi italiani antichi, gli articoli di lessicografia e di informatica applicata alla lessicografia. —

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