Toscana
«È una rivoluzione culturale che può fare da apripista»
«Siamo felici che il dispositivo alias sia stato interpretato come un’azione culturale e politica e non burocratica», è il commento di Junio Aglioti Colombini, presidente di Glauco, associazione Lgbtqi+ dell’Università di Pisa. «È un regolamento collocato nel contesto sociale – aggiunge Daniele Serra, presidente di Pinkriot Arcigay Pisa – che garantisce la piena autodeterminazione dei soggetti in transizione considerandoli nella loro totalità, quindi anche come lavoratori e lavoratrici. Speriamo che l’esempio virtuoso dell’ateneo possa incoraggiare altre istituzioni pubbliche ad adottare strumenti di tutela nei confronti delle soggettività transgender che ancora oggi scontano in prima persona gli effetti di una normativa anacronistica che subordina il cambio di documenti a percorsi medici o a lunghe battaglie di tribunale. È una rivoluzione culturale quella di cui abbiamo bisogno, ma l’adozione di questi dispositivi, specie se accompagnati da percorsi formativi, ne facilità il lavoro».
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