Il Tirreno

Pisa

gino mannocci (pisa nel cuore) 

«Dico sì al nuovo palazzo in via Pellizzi: porterà benefici a tutto il quartiere»

«Dico sì al nuovo palazzo in via Pellizzi: porterà benefici a tutto il quartiere»

Il consigliere comunale è anche a favore della chiusura di Spaziobono in piazza Sant’Omobono: «I numeri spiegano la sua inefficacia»

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PISA. Sì per un nuovo edificio da 20 appartamenti in via Pellizzi (la strada che unisce via Battelli con via Montello), eventualità per la quale si sono dichiarati contrari i residenti e il comitato di via Battelli. E sì alla chiusura di Spaziobono, il centro aggregativo giovanile allestito dalla Società della Salute della Zona Pisana nel cuore della cosiddetta movida, ovvero in piazza Sant’Omobono, adiacente a piazza delle Vettovaglie. Così il consigliere comunale Gino Mannocci (capogruppo di Pisa nel cuore, la stessa formazione dell’assessore ai lavori pubblici Raffaele Lafrofa) su due vicende che tanto fanno discutere in città.

«Mi sembra che la posizione della sinistra - scrive Mannocci per quanto riguarda via Pellizzi -, compatta come sempre, al di là delle varie declinazioni di facciata con cui si presenta, talvolta anche con quella di sedicenti comitati “spontanei”, sia sempre la solita. A parole bei principi, ma nei fatti il contrario. L’intervento infatti fa sviluppo (e quindi porta benefici economici), immette nuove abitazioni e quindi in qualche modo va ad abbassare i valori di mercato (con beneficio, per esempio, per gli studenti) e riqualifica la zona. Tutti elementi positivi per me e soprattutto elementi concreti per migliorare la qualità della vita. Per la sinistra evidentemente no: ognuno può valutare la chiusura sistematica delle forze di sinistra».

«Dalla lettura dei report prodotti dalla commissione politiche sociali del Comune - aggiunge Mannocci sulla vicenda di Spaziobono - ritengo ampiamente giustificata la scelta della giunta. I numeri parlano chiaro: nei periodi di apertura (2018 e 2019) su 71 serate la media di presenze nello spazio è stata di 84 persone, ma di questi solo 3 hanno preso informazioni sulle sostanze stupefacenti e solo 15 hanno fatto l’alcool test. Considerando quante migliaia di avventori si aggirano nel centro storico durante la movida in preda alle sostanze ed all’abuso di alcool, si capisce chiaramente l’inefficacia del progetto. Giusto quindi insediare la Polizia municipale - conclude Mannocci - in una zona afflitta da tanta malamovida». —

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