Lutto
«Candidatura a capitale della cultura e tagli al Verdi: inspiegabile»
Cgil e Cisl contro le scelte del Comune che ha ridotto i contributi al Teatro. «Ne discuteremo con i lavoratori»
PISA. «Abbiamo appreso che il Comune di Pisa ha deciso di ridurre ulteriormente il contributo previsto dalla convenzione triennale con il Teatro Verdi di 100mila euro. Più o meno negli stessi giorni, sempre da parte del Comune, veniva ufficializzata la volontà di candidare la città a capitale italiana della cultura per il 2021», inizia così una nota della Scl/Cgil e della Fistel/Cisl, a firma rispettivamente di Massimo Basilei e Silvia Cosci. «Ora - aggiungono - non è certo compito delle organizzazioni sindacali indagare sulla natura illogica di chi sostiene tali elementi di incoerenza che stanno alla base di scelte tra loro agli antipodi. È invece sicuramente compito delle organizzazioni sindacali, dei lavoratori e dei cittadini di Pisa capire il grado di affidabilità, lungimiranza ed attenzione che questa amministrazione pone verso questo ed altri elementi emblematici della produzione culturale cittadina e, non ultimo, rilevanti anche sul profilo occupazionale».
A tal proposito, proseguono, «è difficile immaginare come sia possibile coniugare i costi necessari per realizzare l’offerta culturale, che il Teatro Verdi è solito offrire alla città di Pisa e non solo, con i tagli consistenti annunciati che, è bene ricordarlo, avranno riflessi in negativo anche sui contributi regionali e ministeriali. Una minore produzione di eventi culturali, rispetto a quelli tradizionalmente realizzati, significa un conseguente e significativo minor ricorso alla manodopera, necessaria per produrre ciò che finora ha fatto del Teatro Verdi una realtà culturale di spicco».
«Ad oggi, né dal versante comunale, né dal cda del Teatro abbiamo rilevato segnali di ripensamento o di intenzione di individuare elementi compensativi. Attendiamo con apprensione e con la preoccupazione che il caso richiede segnali concreti in questa direzione. In assenza di ciò - concludono i sindacati - discuteremo con i lavoratori e, assieme a loro, decideremo le iniziative da intraprendere». —
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