Il dolore
Bello Figo sul video all'Università di Pisa: non sono stato denunciato
Il trapper: «Nella parte girata all’Università non abbiamo simulato rapporti sessuali. Gli abiti indossati dalle ragazze? Normali»
PISA. «All’Università siamo solo saliti sui tavoli per ballare e non per simulare rapporti sessuali. Non sono stato denunciato. Gli abiti delle ragazze? Normali, niente di scandaloso». A quasi due mesi dall’uscita del videoclip-scandalo “Trombo a facoltà” girato senza autorizzazioni nell’aula 4 del dipartimento di Economia e Management, Bello Figo prova a respingere le accuse dell’Università e di buona parte del mondo accademico pisano.
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Ospite del programma di Canale 5 “Live-Non è la D’Urso” condotto da Barbara D’Urso, il “profeta” del trap ha, parzialmente, ricostruito la “genesi” del video che ha accompagnato l’uscita del suo ultimo successo. «È stata un’idea del mio videomaker», è la linea difensiva del trapper italiano di origini ghanesi. «Visto il titolo della canzone, il videomaker ha voluto girare una parte del filmato in un luogo “adatto” al titolo del brano», prosegue Bello Figo, che non ha però chiarito le modalità di ingresso e quelle di allestimento di un mini-set all’interno dell’aula universitaria. Protagoniste delle scene che fanno del sesso e delle pratiche sessuali di gruppo il filo conduttore, cinque ragazze (di cui almeno tre livornesi) “vestite” con provocatori completini intimi che lasciano poco spazio all’immaginazione.
«Nella parte girata all’Università, non abbiamo simulato rapporti sessuali (a differenza, invece, delle scene realizzate in una casa privata, ndr). Nell’aula eravamo in piedi e vestiti, impegnati a ballare e a cantare. E poi gli abiti delle ragazze non avevano niente di scandaloso. In molti dei miei video appaiono così, ma anche in quelli degli artisti americani: nella trap, in generale, è questa l’usanza», continua il cantante precisando: «Non sono stato denunciato».
Una risposta, quest’ultima, diretta probabilmente al rettore Paolo Mancarella che aveva annunciato una querela contro l’artista per difendere l’immagine e l’onorabilità dell’Ateneo pisano. La “difesa” di Bello Figo si scontra però con gli “accorgimenti” apportati al video subito dopo lo scoppio della polemica. L’artista è infatti corso ai ripari prima con la rimozione del videoclip originale da YouTube e poi con la pubblicazione di una versione “censurata” di tutte le scene incriminate tagliando dalle immagini ogni riferimento all’Università (“scomparso” il logo del Cherubino, simbolo dell’Ateneo, e tutte le scene girate tra i banchi e sulla cattedra dell’aula 4).
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«È stata probabilmente la reazione dell’Università alla polemica sollevata dai giornali», è l’ipotesi del cantante all’annuncio di querela dell’Ateneo, che si sarebbe invece concretizzato lo scorso dicembre con un fascicolo depositato in Procura. —
Danilo Renzullo
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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