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Benvenuti nell’ufficio che conta... i respiri per consumare meno e farci stare meglio

Benvenuti nell’ufficio che conta... i respiri per consumare meno e farci stare meglio

Inaugurata al Cnr la nuova sede del Registro “.it”: 5 milioni di euro per un edificio quasi a impatto ambientale zero

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pisa. Pensate a uno dei materiali più antichi di cui l’umanità si sia mai servita. E mettetegli accanto le più sofisticate tecnologie di cui l’uomo del terzo millennio dispone. Il legno e la domotica (ma non solo quella) alleati per un progetto in cui la qualità dell’ambiente naturale si sposa, finalmente e appieno, con la qualità della vita delle persone nel luogo di lavoro. Ce ne sarebbe per un trattato di filosofia oltre che di ingegneria. E infondo il fascino di quello che in poco tempo (circa due anni) è stato possibile realizzare al Cnr di Pisa è proprio questo: l’essere riusciti a dimostrare che si può costruire - e quindi “consumare” le risorse del Pianeta - riducendo al minimo, quasi a zero, l’impatto dell’azione antropica. In una parola si può vivere (bene) e lasciar vivere (il resto del pianeta) come da tempo chiedono migliaia di giovanissimi nelle piazze di tutto il mondo aderendo al movimento nato dalla protesta di una ragazzina svedese, Greta Thumberg, non solo è possibile ma si può già fare. Bene, anzi meglio, se a farlo - come in questo caso - è una istituzione scientifica di primissimo piano come il Consiglio Nazionale per le Ricerche.

Ma andiamo per ordine. Ieri nella sede pisana del Cnr è stata inaugurata la “casa green” del Registro “.it”, l’anagrafe digitale degli oltre 3 milioni di domini nazionali gestita dall’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr . Il progetto è stato autofinanziato dallo stesso “Iit-Cnr” per circa cinque milioni di euro, e si pone come punto di riferimento dell’edilizia sostenibile pubblica, grazie alla particolare tecnica costruttiva in legno (X-Lam), all’utilizzo di tecnologie domotiche, alla riduzione del consumo di suolo, all’efficienza energetica, al benessere termo-igrometrico creato, a fonti solari fotovoltaiche e termiche. A tutto ciò, si aggiungano un sofisticato apparato di monitoraggio della Co2 ed il controllo delle fonti di illuminazione naturale ed artificiale tale da garantire anche un elevato confort visivo con il contributo di tende oscuranti.

Salendo all’ultimo piano dell’edifico che ospita il Registro “.it” la prima cosa che si incontra è un pannello che indica quanta Co2 viene prodotta: il monitoraggio è costante e per contenere l’inquinamento viene costantemente resettata in maniera automatica la regolazione dei sistemi di aerazione e condizionamento.

Corridoi e uffici si alternano lungo il perimetro della struttura e a ogni passo i sensori di cui è disseminata “decidono” se occorre accendere le luci. Nessun rischio, insomma, che le lampadine funzionino più a lungo del dovuto.

Piccole e grandi innovazioni a servizio, come detto, dell’ambiente e anche dei lavoratori e del loro benessere. Ad esempio un sofisticato apparato di monitoraggio della Co2, prima installazione in Italia, consente di modulare la quantità d'aria effettivamente necessaria in funzione del numero di persone presenti negli ambienti, garantendo un notevole risparmio energetico. Sul fronte del riscaldamento, inoltre, l’impianto di climatizzazione è a “tutt’aria”, con tre centrali posizionate in modo da ridurre al minimo il trasporto del fluido. Le centrali sono ottimizzate per contenere i consumi energetici, grazie a un recuperatore di calore ad alta efficienza, e ai ventilatori ad elevata efficienza a controllo elettronico.

La scelta del materiale di costruzione (abete rosso) e delle tecniche di realizzazione hanno seguito i principi della certificazione “Arca” che assicurano durabilità, sicurezza contro terremoti ed incendi, risparmio energetico, sostenibilità dei materiali e salubrità dell’edificio, con un aumento di circa il 6% della superficie calpestabile rispetto a un sistema costruttivo tradizionale. Le prove sperimentali di reazione agli incendi sono state condotte dall’Istituto Ivalsa-Cnr di San Michele all’Adige. Le stratigrafie delle pareti e della copertura prevedono l’impiego esclusivo di materiale isolante in fibra di legno, realizzato con materia prima composta dal 96% da legname riciclato. Scelte che hanno permesso il raggiungimento della classificazione di “Edificio ad energia quasi zero”.

Anche per queste caratteristiche, la sopraelevazione realizzata dalla Ri.el.co di Rieti ha ricevuto il “Premio sviluppo sostenibile 2018”. —



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