Sicurezza
Vandali a scuola, identificati alcuni dei responsabili
Pisa: le accuse nei loro confronti potrebbero andare dal danneggiamento all’interruzione di pubblico servizio fino alla violenza privata
PISA. Le occupazioni nelle scuole sono finite ma le indagini della polizia vanno avanti. I responsabili dei danneggiamenti e gli studenti che hanno dato il via all’occupazione dovranno rispondere dei reati che hanno commesso. Ma non c’è fretta da parte degli investigatori nel chiudere le indagini. Il questore di Pisa, dottor Paolo Rossi, conferma che in questa fase ci sono già un buon numero di studenti identificati e un gruppo di “identificabili”, ripresi dalle telecamere della videosorveglianza nelle scuole ma che hanno agito a volto travisato. Per cui servirà un po’ di tempo per arrivare a dare un nome ai giovani “mascherati”.
Le indagini sono portate avanti dalla Digos e dalla Scientifica che dialogano sia con la Procura della Repubblica di Pisa che con la Procura del tribunale dei minorenni di Firenze. Tra gli indagati infatti ci sono anche studenti che non hanno ancora compiuto 18 anni e che rischiano, in base ai comportamenti che verranno accertati, una denuncia per violenza privata, occupazione abusiva, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento.
«Stiamo lavorando per valutare le singole posizioni e per attribuire ad ognuno quello che ha fatto, né di più, né di meno, visto che si tratta di responsabilità penali rilevanti» spiega Rossi.
Il questore non nasconde di essere rimasto colpito dalle fotografie e dalle immagini dei danneggiamenti. «Mi è venuto un gruppo alla gola nel vedere alcune situazioni. La mia impressione è che non ci sia la consapevolezza che un bene dello Stato è un bene di tutti. Ci sono gli oggetti personali e quelle di tutti i cittadini, come sono le scuole. A mancare è forse proprio questa percezione. Altrimenti non si spiega come uno studente, che non ha certo la faccia del Black bloc, che dallo sguardo sembra il classico bravo ragazzo, possa divertisti a lanciare un armadio da tre piani».
Il conto dei danni sarà pesantissimo e non solo per il lungo elenco dei danni materiali. Una escalation di violenza che preoccupa. Così come non lasciano indifferenti gli studenti che, per non farsi riconoscere, si muovono con passamontagna, sperando di sottrarsi allo sguardo delle telecamere. Con il tempo, con le testimonianze di insegnanti, dirigenti, genitori e magari anche si studenti questo grande puzzle delle occupazioni sarà ricostruito e quando ogni tassello andrà al suo posto i responsabili avranno nomi e cognomi.
«C’è un video – e lo dico anche da genitore – che mi ha molto colpito. Si vede uno studente dallo sguardo apparentemente tranquillo che dice agli altri: “Guardate come si fa...” e lancia giù dalle scale un contenitore che si sfascia nell’impatto con il pavimento».
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