Il Tirreno

Pisa

Piccini: «Da migliorare accoglienza e promozione»

Renata Viola
Piccini: «Da migliorare accoglienza e promozione»

La ricetta della guida turistica dalla trentennale esperienza sul territorio «Mancano veri front-desk e poi c’è da fare di più contro i borseggi»

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pisa. «Pisa ha avuto presenze etrusche e longobarde, raggiungendo il suo massimo splendore nel periodo medievale in cui ha abbracciato tanta storia e tanta cultura. Una città cosmopolita che ha avuto rapporti col Mediterraneo in quanto popolo di navigatori, creando espansione e arricchimento in tutti i sensi. Tutto ciò giustifica a pieno titolo la sua candidatura a capitale italiana della cultura».

Ad affermarlo è Silvia Piccini, guida turistica dalla trentennale esperienza sul territorio e punto di riferimento del Museo dell'Opera del Duomo. A lei si sono affidati capi di stato e delegazioni internazionali per conoscere la storia della città. Una voce autorevole che registra, quotidianamente sul campo, le croniche difficoltà di un turismo ancora troppo “frettoloso”, di soli 1,60 giorni (dati Confcommercio) la permanenza media. A fronte di un’offerta culturale di prim’ordine, resa ancor più appetibile dalle recenti aperture del museo delle Antiche Navi, del Museo dell'Opera del Duomo e del camminamento sulle Mura, servono urgenti misure finalizzate a trasformare l'attuale visita alla Torre in una vera (e più lunga) vacanza. Accoglienza, mobilità, programmazione e non ultimo la sicurezza. Sono queste le maggiori criticità denunciate. Senza tralasciare la necessità per i musei della città di fare rete, calendarizzando eventi nello stesso periodo. «Auspico – ha detto Piccini – che i poli attrattivi museali facciano rete, con un'apertura più ampia e soprattutto che le chiese siano aperte di domenica. Impossibile oggi portarci i turisti».

In questo senso è doveroso migliorare anche la promozione della città. «Si lavora con i tour operator anche con uno o due anni di anticipo. Se vogliamo restare competitivi bisogna che gli eventi siano programmati per tempo e armonizzati tra loro». E se è vero che oggi le maggiori disponibilità economiche le hanno le persone con qualche anno in più, il problema della mobilità diventa centrale. «Al momento – ha sottolineato Piccini – manca un trasporto dal parcheggio di via Pietrasantina al centro storico. In questa stagione le navette si fermano alle 17.30. Una chiave vincente, a mio avviso, sarebbe quella di organizzare navette continuative, mirate per i musei».

Sul fronte del decoro urbano l'amministrazione ha indubbiamente compiuto grandi sforzi, ma sul fronte della sicurezza occorre fare di più: tra borseggi e accattonaggio, stenderia di merce abusiva e di improbabili gadget si offre un’immagine poco edificante. «Altro punto da migliorare è quello relativo all'accoglienza – ha aggiunto Piccini –. Mancano dei veri front-desk dove attingere informazioni una volta sbarcati in aeroporto o scesi dal treno. Nella migliore delle ipotesi ci lavorano studenti o stagisti che non sanno dare reali indicazioni, su come e dove andare, anche per gustare specialità del territorio. Direi basta con l'improvvisazione».

Non ultimo, con l'avvicinarsi dell'alta stagione, si avverte il bisogno di guide (autorizzate) che parlino tedesco, russo, cinese e arabo. Piccini conduce da anni una battaglia perché i gruppi possano trovare una guida locale invece che portarsela da casa, creando maggiori opportunità per i giovani laureati che garantiscono una conoscenza più approfondita della storia della città. —

Renata Viola

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