Gioco
Il Confucio rinvia il Chinese film festival «Lo ha chiesto la comunità che vive qui»
L’istituto di via San Francesco: «La nostra comunità è in lutto». Confcommercio: «Negli alberghi -40% per le disdette»
«Lo ha chiesto la comunità cinese di Pisa. In particolare tutti gli studenti che hanno in noi un punto di riferimento». Così Alberto Di Minin, direttore per la parte italiana dell’Istituto Confucio, ha spiegato il rinvio del “Chinese film festival” che si tiene a Pisa da dieci anni. È l’onda lunga dell’epidemia del coronavirus che arriva nella nostra città. Prima la notizia di due cinesi in osservazione per timore che fossero colpiti dal virus, poi escluso, adesso il rinvio di un evento culturale. «Questo è un momento di lutto per la Cina e i cinesi», continua Di Minim diventato portavoce dei cinesi a Pisa anche perché Huang Yunlin, direttrice per parte cinese del Confucio, si è chiusa nel silenzio in attesa di avere notizie dal suo paese natale.
«I cinesi sono molto riservati – la giustifica Di Minin –. Per la loro educazione pronunciare un no è una cosa difficile. Ma quello che sta accadendo è drammatico soprattutto per loro». Inutile quindi far partire il festival organizzato dal Confucio con la società di produzione Polis e con l’associazione cinema Arsenale. «Al momento i cinesi a Pisa sono concentrati su tv, giornali e non smettono di consultare TikTok (social network cinese diffuso anche tra i giovani italiani, ndr) e weChat (l’equivalente cinese di WhatsApp, ndr) – prosegue Di Minim –. Il popolo cinese è molto orgoglioso e solidale e sta vivendo un momento drammatico, andare avanti con il festival sarebbe stato di cattivo gusto».
Cattivo gusto come quello di alcuni episodi che nei giorni scorsi si sono verificati un po’ in tutta Italia e anche nella vicina Firenze nei confronti dei cinesi. Un virus dell’intolleranza e della stupidità che non ha colpito Pisa. «Non ci risultano problemi – spiegano al Confucio –. In città e nel nostro territorio non ci sono stati, e speriamo non ce ne siano in futuro, episodi di razzismo, così come non è diminuita la clientela in ristoranti e negozi cinesi». Mentre Confcommercio parla di un calo del 40% negli alberghi pisani per le disdette in arrivo dalla Cina.
Un momento difficile testimoniato anche dal Confucio: «A Pisa ci sono circa un centinaio di studenti cinesi e sono stati loro a spiegarci che non era il momento di partecipare a celebrazioni e fare brindisi».
Anche il Capodanno cinese sarà festeggiato in forma privata, come peraltro avviene già da due anni, mentre per il “Chinese film festival” bisognerà attendere il 20, 21 e 22 aprile con lo stesso cartellone di film proiettati in lingua originale al cinema Arsenale. «È da dieci anni che c’è – ha concluso Di Minin –, è uno straordinario momento di incontro e scambio culturale con la sala gremita di cinesi e italiani. Il cartellone di quest’anno è dedicato ad alcune molteplici declinazioni della cultura cinese e del loro riflesso sulla contemporaneità: la famiglia, il rapporto giovani-adulti e le assurdità della vita quotidiana nelle grandi città cinesi. Speriamo di poter celebrare anche quest’anno questo momento senza ulteriori sospensioni o rinvii». —
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