Il Tirreno

Pisa

La protesta nella scuole 

Studenti col volto coperto occupano lo scientifico Dini di Pisa

Danilo Renzullo
Occhiali da soli, cappuccio alzato, volto coperto da sciarpe e l’immancabile cellulare in mano: così si presentavano a fotografi e telecamere
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Occhiali da soli, cappuccio alzato, volto coperto da sciarpe e l’immancabile cellulare in mano: così si presentavano a fotografi e telecamere

Un altro istituto nel mirino. "Il disinteresse ci obbliga a queste azioni". Prosegue la mobilitazione a Cascina, ma nelle altre scuole si torna nelle aule

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PISA. Nessun segno di effrazione, almeno all’apparenza. Né porte forzate, né finestre sfondate. Se le modalità di “ingresso” restano un piccolo mistero, non c'è invece alcun dubbio sulle intenzioni degli studenti del Dini di Pisa che nella mattina di martedì 28 gennaio hanno occupato il liceo scientifico. I tagli all’istruzione e la solidarietà verso gli altri studenti-occupanti convergono nel calderone dei motivi che hanno spinto a concretizzare la nuova protesta.

Con il Dini, sale ad otto il numero di scuole finite nelle mani degli alunni dall’inizio della mobilitazione studentesca scattata la scorsa settimana.

E mentre ieri studenti e professori sono tornati in classe in quasi tutti gli istituti (compresi il Buonarroti, il Da Vinci-Fascetti e il Pacinotti, fatti oggetto di devastazioni e furti), gli alunni del Dini hanno inaugurato la nuova protesta anche per «esprimere solidarietà a tutte le scuole pisane occupate» nei giorni scorsi. Incappucciati e con i volti parzialmente travisati, un gruppo di ragazzi è entrato nell’istituto di via Croce dove successivamente l'assemblea degli studenti ha “ratificato” l’occupazione. «Di fronte allo scarso interesse che la classe dirigente dimostra nei confronti delle problematiche riguardanti l’istruzione e i giovani – recita una comunicazione degli studenti lasciata sul portone d’ingresso – ci troviamo costretti a ricorrere ad un mezzo di protesta forte e deciso».

In agitazione anche gli studenti della sede di Cascina del Russoli che ieri mattina hanno chiesto ed ottenuto la convocazione di un’assemblea straordinaria, alla quale hanno partecipato anche la dirigente scolastica, i docenti e il personale Ata, per discutere dei disagi provocati dalle criticità strutturali dell’edificio che ospita l’istituto artistico.
 

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