Gioco
Mazzeo: mi ricandido al consiglio regionale Su sanità e viabilità c’è un lavoro da finire
«I finanziamenti per completare l’ospedale di Cisanello e per la tangenziale sono risultati concreti. Ora continuiamo»
PISA. «Cinque anni dopo mi rimetto in gioco con la voglia e la determinazione di continuare a cambiare e far crescere la provincia di Pisa in Toscana». Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd, lancia apertamente la sua corsa verso il voto di maggio. «È una richiesta venuta forte dal territorio - spiega -. Tanti cittadini ed amministratori, anche tra coloro che nel 2015 non mi avevano sostenuto, mi hanno chiesto di proseguire il lavoro che in questi anni ha permesso di riannodare in maniera salda il filo tra la nostra provincia e la Regione portando sul territorio risultati concreti».
Mazzeo, faccia qualche esempio...
«In primis le risorse per costruire il nuovo ospedale di Cisanello e il Polo Socio Sanitario di Ponsacco, opere attese da decenni. Poi quelle per la tangenziale nord-est ed i contributi stanziati per recuperare e valorizzare strutture come il camminamento del Brunelleschi a Vicopisano, la Rocca di Ripafratta, il Castello di Buti o il Teatro del Silenzio a Lajatico. Ma il lavoro è solo a metà».
In che senso?
«Prendiamo l’ospedale di Cisanello: finanziate le mura, serve investire ulteriori risorse per aumentare il numero delle borse di specializzazione, gli stipendi di medici e infermieri e far ripartire le assunzioni. Offriremo così un servizio migliore ai cittadini riducendo liste d’attesa, velocizzando l’accesso ai Pronto Soccorso e ripensando il rapporto ospedale-territorio. Un discorso simile si può fare per la tangenziale nord-est, dove serve finanziare anche i lotti rimanenti in modo da poter completare il tracciato».
Quali saranno le parole chiave della campagna elettorale per le regionali?
«L’ambiente, prima di tutto. Abbiamo iniziato a rendere la Toscana “plastic free” e vogliamo che diventi la regione più sostenibile d’Europa: lo faremo attraverso un piano straordinario di alberature, incentivi per acquistare auto ibride o elettriche e nuovi investimenti sulla mobilità sostenibile, dalle piste ciclabili alla metropolitana di superficie Livorno-Pisa-Lucca. Parallelamente a questo, lavoro e sviluppo: penso agli accordi stretti con il sistema produttivo del Cuoio per realizzare processi innovativi di economia circolare e alla creazione dell’Agenzia per lo sviluppo della Valdicecina in modo da reinvestire su quel territorio tutte le royalties di ciò che viene prodotto».
Oltre all’ambiente, è sul fronte del sociale che le forze di sinistra vogliono soppesare il programma del candidato governatore Giani e del Pd...
«Infatti pensiamo anche a questo. Iniziando da un grande piano di sostegno alle famiglie toscane, a partire da asili nido gratis per tutti i nuclei con Isee medio-bassi, incentivi a quelle imprese che si doteranno di nidi aziendali e sgravi fiscali per le spese educative o sanitarie dei figli. Infine, la memoria: triplicheremo i fondi per il Treno in modo che altre migliaia di studenti toscani possano vedere con i loro occhi cosa è stato l’orrore di Auschwitz e Birkenau».
Altro tema essenziale è quello delle infrastrutture...
«Due temi su tutti: l’ulteriore velocizzazione ed ammodernamento della tratta ferroviaria Pisa-Firenze e il completamento degli investimenti sul Galilei perché sia sempre di più porta d’accesso alla Toscana».
Stefano Bonaccini, appena rieletto governatore dell’Emilia Romagna, è un suo amico personale: cosa spera di replicare qui del voto emiliano?
«Che i cittadini diano valore al buon governo e alle persone più che alla propaganda ideologica incentrata sull’odio. Chi vive a Pisa e Cascina sa che, dopo tante promesse, quelle città sono state solo “usate” dalla Lega come trampolini per altri obiettivi. Noi non vogliamo nascondere la polvere sotto al tappeto e siamo consapevoli di quello che in questi cinque anni ha funzionato e di quello che invece bisogna cambiare o migliorare ancora. Se andremo a suonare ad un citofono, lo faremo per trovare nuove soluzioni insieme ai cittadini e chiedere loro una cosa semplice: cambiereste il vivere in Toscana con un’altra regione d’Italia? Io, sinceramente, penso di no». —
Francesco Loi
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