Il Tirreno

Pisa

Non dimenticare, un dovere da esercitare con segni tangibili

V.L.
Non dimenticare, un dovere da esercitare con segni tangibili

Le celebrazioni alla Stazione Leopolda e il monito agli studenti: «Non siate indifferenti» 

3 MINUTI DI LETTURA





la cerimonia

L’Università di Pisa chiamerà il nuovo polo didattico in via di realizzazione nell’ex casa farmaceutica Guidotti “San Rossore 1938”. «È un altro segno che lasciamo, un simbolo tangibile: gli studenti che entreranno qui in futuro ci chiederanno, e noi spiegheremo loro, il significato di questo nome». Lo ha detto ieri il rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella, nel corso delle celebrazioni ufficiali per il Giorno della Memoria alla Stazione Leopolda. Un annuncio che coglie in pieno il significato della celebrazione e insieme l’esigenza, sentita con sempre maggiore rilievo per non dire urgenza dal mondo delle istituzioni, di lasciare tracce evidenti di quello che è stato. Segni anche materiali che aiutino a conservare e praticare nella quotidianità delle generazioni attuali e di quelle che verranno la memoria dell’Olocausto e nel caso specifico della firma delle Leggi razziali avvenuta proprio a San Rossore nel settembre del 1938. Tracce da disseminare ovunque - e soprattutto nelle coscienze e nella cultura dei giovani - che siano tanto più indelebili quanto più si spegne la voce di chi lo ha vissuto in prima persona l’Olocausto.

È stato forse questo il tratto distintivo degli interventi che ieri si sono succeduti alla Stazione Leopolda per uno dei numerosi eventi - cominciati lo scorso 20 gennaio - che le istituzioni pisane tutte hanno voluto promuovere. C’erano il sindaco di Pisa, Michele Conti, il prefetto Giuseppe Castaldo, il presidente della Provincia Massimiliano Angori, il rettore Paolo Mancarella, il presidente della Comunità Ebraica di Pisa Maurizio Gabbrielli, il presidente Anpi Bruno Possenti, il vice presidente dell’Aned Massimo Fornaciari e il direttore dell’Ufficio Scolastico di Pisa Giacomo Tizzanini.

La giornata si è aperta con la deposizione di una corona di alloro alla targa di Angelo Fiore, Giusto tra le Nazioni e già Questore di Pisa nella sede della Questura. «Il Giorno della Memoria - ha detto Castaldo - non è soltanto una ricorrenza, in cui si medita sopra una delle più grandi tragedie della storia, ma è un invito costante all’impegno e alla vigilanza per contrastare chi alimenta l’odio e la discriminazione». Da qui l’appello del presidente Angori rivolto agli studenti delle scuole cittadine riuniti alla Stazione Leopolda a «non essere indifferenti», rispetto a intolleranze, violenze, razzismi e fascismi vecchi e nuovi di cui hanno denunciato la persistenza, dimostrata dalla cronaca anche degli ultimi giorni, i rappresentanti della Comunità Ebraica, di Anpi e Aned. «Non basta più non essere d’accordo, non condividere - ha aggiunto il provveditore Tizzanini - va presa una posizione, c’è bisogno di un’azione».

Nel percorso per tenere viva la memoria, contro l’indifferenza, costituirà un ulteriore importante segno anche il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita superstite dei campi di sterminio Liliana Segre deliberato alcune settimane fa, come ricorda Conti, dal consiglio comunale. L’appuntamento è per il prossimo 5 settembre. — V.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa