Il Tirreno

Pisa

Motorizzazione: gli uffici sono chiusi, ma i costi sono lievitati

Danilo Renzullo

San Martino a Ulmiano è una piccola capitale dello spreco mai rescisso il contratto annuale da 190mila euro 

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Lievitano i costi, diminuiscono i servizi. Il programma di razionalizzazione delle sedi provinciali avrebbe dovuto portare un cospicuo taglio delle spese. La chiusura della motorizzazione civile di Pisa si è invece trasformata in una sorta di boomerang per le casse ministeriali che, oltre al pagamento del canone di locazione degli uffici di Ospedaletto dove lo scorso settembre sono stati trasferite le funzioni amministrative, devono far fronte anche ai costi della vecchia sede. Già, perché se gli uffici di San Martino a Ulmiano sono stati “svuotati” di personale e servizi, trasferiti in gran parte nelle sedi di Lucca e Livorno, il contratto di affitto non è ancora stato rescisso. Nella sede di via Lenin, ufficialmente chiusa per la mancanza del certificato di agibilità dei locali, sono rimasti infatti “attivi” alcuni capannoni, in particolare quelli adibiti ad archivio e al deposito di targhe dismesse.

Una sorta di black-out burocratico e lungaggini amministrative hanno impedito il trasferimento del materiale, determinando un aumento dei costi in quella operazione che, oltre alla mancata dichiarazione di agibilità dei locali, avrebbe dovuto rispondere anche ad un piano di razionalizzazione stilato alcuni anni fa dal ministero per assicurare, a partire dal 2016, «una riduzione non inferiore al 50% in termini di spesa per locazioni passive». Oltre ai circa 1.500 euro per la locazione degli uffici di Ospedaletto messi a disposizione dal Comune, il ministero continua a versare i circa 190mila euro annui per il mantenimento dell’ex sede di via Lenin. Un aumento dei costi che si aggiunge ai disservizi per migliaia di utenti, costretti a rivolgersi alle motorizzazioni di Livorno e Lucca per tutte le operazioni tecniche.

Una situazione, quella del doppio affitto, che potrebbe protrarsi ancora per molto tempo. L’operazione di smaltimento delle targhe dismesse necessita infatti della pubblicazione e assegnazione di una gara. Per il trasferimento dell’archivio cartaceo deve essere invece formata una sorta di commissione per esaminare il materiale e decidere la parte da mandare al macero e quella, invece, da traslocare in un’eventuale nuova sede. Quella della destinazione finale della motorizzazione civile di Pisa resta infatti un’incognita. Tra due mesi scadrà l’accordo sottoscritto con Palazzo Gambacorti per l’affitto semestrale dei locali di via Bellatalla, mentre il cronoprogramma messo a punto dal ministero per far approdare la motorizzazione negli ex locali della tesoreria di piazza Carrara entro il 2021, attraverso un trasferimento temporaneo nella sede dell’ex Inpdap, non è ancora partito. Nel palazzo di viale Bonaini non sono state eseguite le opere necessarie all’adeguamento degli spazi, mentre in quello di piazza Carrara recenti crolli di calcinacci avrebbero messo in discussione l’ipotesi di ristrutturazione e trasferimento. Il “piano B” prevederebbe invece la costruzione di un nuovo edificio su un terreno demaniale in via Semeraro. Il Comune avrebbe intanto manifestato la disponibilità a prorogare l’affitto degli spazi di Ospedaletto che attualmente ospitano alcuni uffici amministrativi della motorizzazione mettendo a disposizione anche alcuni piazzali e capannoni limitrofi per cercare di riportare a Pisa almeno parte dei servizi “emigrati” a Lucca e Livorno.

La proposta sarà formalizzata mercoledì prossimo al ministero dai rappresentanti pisani e regionali della Fp-Cgil che punteranno anche l'attenzione sulla carenza del personale in vista dei nuovi pensionamenti che faranno diminuire il numero di addetti nelle sedi di Pisa, Lucca e Livorno. —

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