Sicurezza
La pioggia fa sparire gli spacciatori ma non le polemiche sulla malamovida
Pisa: viaggio insieme al sindaco e ai vigili in piazza delle Vettovaglie e nel vicolo Notari di solito assediato dai pusher
PISA. La pioggia è un buon alleato quando c’è da garantire l’ordine pubblico. E così anche durante le manifestazioni: non ci sono quasi mai incidenti. Il maltempo riesce perfino a fare sparire (per una notte) gli spacciatori di via Notari, all’angolo di piazza delle Vettovaglie, una piazza di spaccio capace di assicurare la fornitura di droga, come raccontano i residenti, nel corso delle 24 ore, grazie alla continua presenza di pusher. Li riconosci subito, di solito. Invece il vicolo è deserto, in un venerdì di inizio anno, quando arrivano il sindaco Michele Conti e l’assessore alla polizia municipale Giovanna Bonanno, insieme a Mariano Tramontana e agli agenti della polizia municipale.. «Abbiamo potenziato il servizio della polizia municipale con un turno anche di sera» spiega ai cronisti il sindaco dopo averli invitati a vedere sul campo come viene svolto il turno di notte della municipale.
L’appuntamento è alle 22,30 in piazza Garibaldi. Prima della pattuglia della municipale l’intera zona della movida era già stata controllata da polizia, carabinieri e Guardia di finanza, nel corso di uno dei numerosi servizi organizzati dalla questura, coordinato dal dottor Paolo Pizzimenti.
Lo schieramento di mezzi parcheggiati ai piedi del monumento la dice lunga su quanto sia alta l’attenzione. «Sono convinto che per risolvere i problemi bisogna vivere la città e stare fra la gente. Sono solito andare nei quartieri, ho deciso di accompagnare la polizia municipale durante un servizio notturno in centro storico, per vedere da vicino l’esito di una delle tante misure messe in campo per la sicurezza. Continueremo da un lato a potenziare i servizi in collaborazione con tutte le forze di polizia, dall’altro a lavorare e dialogare per trovare un difficile equilibrio fra residenti, commercianti, giovani e studenti che vivono Pisa giorno e notte», dice il sindaco che incontra i cronisti sotto i loggiati dove fino a pochi giorni fa c’era l’edicola confiscata alla mafia. È la prima sosta di questo “viaggio” nelle strade della malamovida. Per raggiungere piazza delle Vettovaglie, già affollata di giovani che guardano incuriositi, si incontrano i primi posti – contatori lasciati aperti – dove gli spacciatori nascondono la droga. «Qui mettono le dosi, qui nascondono la cocaina», fanno vedere gli agenti al sindaco, che prende in considerazione l’ipotesi di farli rimuovere o di metterli in sicurezza. Il primo a rompere il ghiaccio con le richieste è un residente di via Notari. «Spacciano e consumano nella totale impunità. Abbiamo timore a uscire di casa, vivo in un condominio di 8 appartamenti. È un problema condiviso, la via è sprofondata in un disagio di cui nessuno sembra rendersi conto. La sensazione di pericolo che si avverte dalle nove di sera è tale che la persona che urina vicino alla porta di casa diventa quasi secondaria», si sfoga Andrea Angius. È come un fiume in piena: «Non sono mai stato aggredito, ma capita di essere avvicinati con energia da queste persone. Ti chiedono se vuoi comprare, sono uomini alterati. Dalle finestre si vede preparare la droga e la consumano. La cosa grave è che si vedono ragazzi molto giovani anche di 16 anni». Sì giovani, protagonisti anche di gravi fatti di cronaca, come è successo d’estate. Alcol e droga ai minorenni sono da combattere, tutti sono d’accordo. Si avvicina un residente e si scaglia verbalmente contro Angius: «Ma ti pagano per dire queste cose? Sei pagato?» , gli grida. Se tiri fuori i problemi, non ci vuole molto a far venire fuori le diverse anime della città. Si aggiunge un altro residente: «C’è lo spaccio, inutile negarlo. C’è chi ci lavora con la movida e chi ci vive. Gli avventori non ci fanno vivere la notte». Il sindaco sta alcuni passi avanti. La tensione è palpabile, c’è chi non vuole che passi una certa immagine di piazza delle Vettovaglie anche se la cronaca (alle 2,30 un paio di persone restano ferite a bottigliate in una rissa, ndr)e le proteste confermano di giovani in preda agli effetti di droga e alcolici. «Io ci lavoro con quella che chiamate movida – dice Marco Santini di Pozzo dei Miracoli – andiamo a domandare ai residenti se affittano al nero, quello non vi interessa? Affittano agli studenti le stanze a 300 euro al mese, ma se gli studenti frequentano i locali non va bene. Non so più nemmeno io quante risse ho sedate. Basta con queste proteste contro la movida, dobbiamo lavorare, chi viene da noi vive nelle case al nero. Siamo più di 60 ad avere presentato ricorso al Tar contro l’ordinanza che impone di chiudere all’una e mezzo durante il fine settimana. Il coprifuoco non lo vogliamo». Il degrado si combatte anche vivendo la città. «Il comandante Michele Stefanelli – continua l’esercente – ci aveva invitato a mettere i tavolini in via Notari... poi è rimasto tutto così». «Se non ci fossimo noi studenti Pisa sarebbe una città morta. Durante le vacanze è morta, noi siamo 60mila che fanno la metà della città, contribuiamo all’economia. Non è corretto collegare i problemi della malamovida», ribatte uno studente, Gabriele Ardizzoni. Continua a piovere. Arriviamo in piazza dei Cavalieri. Non c’è anima viva. Stavolta però non è perché l’Avr ha bagnato la pavimentazione per impedire i bivacchi.
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