Gioco
Danneggiamenti e furti: il conto delle occupazioni è salatissimo
Arredi lanciati dalle finestre e aule come campi di battaglia nelle scuole vittime dei vandali durante la protesta
pisa. L’ingresso alle aule è un percorso ad ostacoli tra cocci di vasi lanciati dai piani superiori, quel che resta degli arredi scolastici e cumuli di spazzatura in cui i resti di fugaci pasti si mescolano a documenti e materiale scolastico. Il piccolo giardino trasformato in un campo di battaglia. Sull’aiuola giacciono sedie e banchi semi-distrutti e un armadietto di acciaio lanciato dalle finestre. L’imponente scalinata che attraversa in verticale l’istituto è semi-inagibile. Piante, terreno e quel che resta di sedie e banchi distrutti impediscono di raggiungere agevolmente i piani superiori. I distributori di snack e bevande svuotati e manomessi ostruiscono i corridoi.
È uno scenario di devastazione quello che si è presentato agli occhi della dirigente scolastica Gabriella Giuliani, del corpo docente e del personale Ata che ieri mattina hanno ripreso “possesso” dell’istituto Pacinotti rimasto per cinque giorni nelle mani degli studenti. Scena simile, tra arredi devastati, estintori svuotati e oggetti trafugati è apparsa al personale del Da Vinci-Fascetti quando ieri mattina hanno effettuato un primo sopralluogo dopo l’ondata di occupazioni che da lunedì scorso ha interessato sette istituti superiori lasciando una scia di diverse migliaia di euro di danni che, probabilmente, nei prossimi giorni si ripercuoterà anche sulla didattica.
Per far fronte agli ingenti danni e per sanificare gli ambienti finiti nel mirino degli studenti-vandali, probabilmente domani al Pacinotti e al Da Vinci-Fascetti saranno sospese le lezioni.
Nell’istituto di via Croce, alcune aule sono state completamente svuotate degli arredi: banchi, sedie ed armadietti. In alcuni casi lanciati dalle finestre, in altri usati per innalzare barriere anti-sgomberi. Una parte dell’ingresso è stata resa inagibile da cumuli di terra, piante e decine di vasi distrutti. I corrimano in legno della scalinata spaccati, mentre diverse porte allarmate sono state forzate e messe fuori uso. Corridoi invasi da arredi danneggiati, distributori di snack e materiale scolastico vario. Da alcune aule sarebbero “scomparsi” anche alcuni computer.
L’occupazione, “inaugurata” lunedì scorso, si è materializzata il giorno successivo ed è proseguita fino alla scorsa notte quando gli studenti hanno volontariamente lasciato la scuola. «Lunedì ho chiesto alle forze dell’ordine di sgomberare gli ambienti occupati - ricostruisce la dirigente scolastica -, ma non c’è stato alcun intervento. Sono entrata per cercare di instaurare un dialogo, ma soprattutto per proteggere l’istituto. Ho ottenuto un passo indietro degli studenti, ma il giorno dopo sono rientrati. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) abbiamo trovato la scuola in queste condizioni. Uno scenario sconcertante».
Lo stesso che si è presentato al personale del Da Vinci-Fascetti, dove la polvere di alcuni estintori svuotati ha invaso corridoi ed aule, “liberate” da banchi e sedie accatastate davanti alle porte. Danneggiati un televisore, alcuni computer e i distributori di snack. Sparito un hard-disk dove erano conservati dati sensibili e forzati gli armadietti riservati al personale. In un cestino è stata anche rinvenuta una siringa. «Non posso condividere i metodi squadristi e violenti con la quale si è svolta la protesta - l’amaro sfogo di Maurizio Nerini, tecnico dell’istituto e consigliere comunale -. È stata una continua lotta per cercare di arginare un’occupazione di stampo quasi militare, portata avanti da pochissimi elementi che durante la notte si aggirano forzando porte e finestre nelle nostre scuole». Una sorta di déjà vu per il sistema scolastico cittadino che lo scorso anno ha dovuto far fronte alle migliaia di euro di danni inflitti all’alberghiero Matteotti durante l’occupazione dell’istituto. Come i responsabili delle devastazioni provocate nell’edificio di via Garibaldi, anche quelli degli istituti Pacinotti e Da Vinci-Fascetti potrebbero andare incontro a pesanti sanzioni disciplinari. Nei prossimi giorni, saranno convocati consigli d’istituto straordinari per valutare l’entità dei danni e decidere le punizioni da infliggere ai vandali che hanno provocato migliaia e migliaia di euro di danni. —
Danilo Renzullo
altri servizi a pag. 12 e 13
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