Il Tirreno

Pisa

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Agenti picchiati da un tunisino nell’ufficio di viale Gramsci

P.B.

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pisa. C’è chi ha arrestato un minorenne che spacciava in una scuola. E chi ha fermato un immigrato accusato di violenza sessuale. Ma nell’elenco compare anche chi ha salvato una persona colpita da un attacco epilettico togliendolo dal fosso in cui era caduto.

Sono quelle azioni ordinarie che rendono straordinario il lavoro della polizia municipale, come ha spiegato il comandante Michele Stefanelli nel corso della cerimonia alla Sesta Porta in cui sono state consegnate le pergamene agli agenti e agli ispettori che si sono distinti sul campo nel 2019. Un ruolo di rilievo lo hanno svolto anche gli agenti schierati sul fronte della contraffazione con sequestri e blitz in case occupate da sbandati.

Prima delle pergamene, il sindaco Michele Conti ha consegnato le targhe per gli agenti andati in pensione Romeo Ghilarducci e Claudio Caturegli. Un momento toccante è arrivato quando è stato consegnato il riconoscimento alla memoria di Daniele Baronti, un agente prematuramente scomparso. Commozione e platea in piedi ad applaudire.

«Il ricordo di Daniele è quello di una persona che interpretava il lavoro come una passione» ha spiegato il comandante.

Ecco chi ha ricevuto gli elogi (foto in alto): ispettore Maria Giannetta, agente Gian Maria Pescatore, agente Francesco Poli, agente Manuele Brambilla, agente Davide Marlia, agente Susanna Pisanò, assistente Cristina Mariotti, assistente Alessandro Rossi, assistente Massimo Cardelli, agente Dario Casagli, agente Mirco Vitillo, ispettore Leonardo Nocchi, assistente Giuseppe Bonanno, assistente Luca D’Onghia, agente Mirko Malvaldi, agente Massimiliano Rugo, agente Cristina Grassi, agente Alessandro Viegi, agente Francesco Pellegrini, agente Enzo Puccetti, ispettore Maria Elena Franceschini, agente Fabrizio Terreni, agente Virginia Freschi.

Susanna Pisanò ieri era nell’auditorium nonostante una settimana fa sia rimasta vittima, con un collega, di un’aggressione nell’ufficio sotto i portici di viale Gramsci.

Un esempio pratico, che va oltre le statistiche, per raccontare la trincea quotidiana di una polizia municipale che ha spostato l’asse verso un controllo della sicurezza più spiccato rispetto agli anni passati.

L’agente ha avuto 13 giorni di referto. Il collega 21 di prognosi per la lussazione di una spalla.

«Eravamo nell’ufficio di viale Gramsci – ricorda Pisanò – dove avevamo portato un ragazzo tunisino per un controllo antidroga. Aveva delle sostanze addosso. Quando gli abbiamo detto che lo avremmo portato in una comunità per minori ha iniziato ad agitarsi. In quattro abbiamo cercato di bloccarlo. Io e il collega siamo stati colpiti. Dal ragazzo ho ricevuto una serie di colpi in testa e la conseguenza è un bell’ematoma». —

P.B.

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