Il Tirreno

Pisa

inchiesta “binario 13” 

Spaccio, chiesti 147 anni per dieci imputati: il giro nell’area della stazione

P.B.

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pisa. Una stangata contro lo spaccio in città che non ha precedenti per severità di pena.

È quella invocata dal pm Flavia Alemi per dieci imputati dell’inchiesta “Binario 13” su un giro di droga che aveva come epicentro un anfratto della stazione nascosto, ma non invisibile.

Il pm ha chiesto ieri pomeriggio nella sua requisitoria pene complessive per 147 anni: 20 per un imputato; 18 per un altro; 16 per tre; 14 per due; 13 per uno e 10 per due.

Gli avvocati sono Antonella Antonelli, Tommaso Azzaro, Sara Baldini e Gabriele Dell’Unto. Il collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco) ha aggiornato l’udienza al 12 febbraio per gli interventi dei difensori. “Binario 13” è la fotografia dello spaccio in città che da San Giusto si estende alla Cittadella e poi vira verso Porta a Mare per ricongiungersi a ridosso del centro tra lungarno Guadalongo e il giardino Scotto. E poi le pedine che si muovono con l’operosità di chi sa di avere una domanda sempre in crescita da dover soddisfare. C’è il deposito in cui rifornirsi e i luoghi in cui vendere la droga, soprattutto eroina. L’indagine dei carabinieri portò 25 persone in carcere. I dieci sono a processo con giudizio immediato. Gli altri seguono l’iter del dibattimento ordinario.

Il binario 13, all’altezza di via Pilla, è la zona defilata della stazione, nel quartiere di San Giusto, dove prendeva forma il centro di “smistamento” dei pusher.

È da lì che i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e quelli della Compagnia erano partiti per un’indagine che ora arriva al primo grado di giudizio. —

P.B.

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