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Commissioni quadruplicate, stop ai buoni pasto

Commissioni quadruplicate, stop ai buoni pasto

Protesta degli esercenti nella zona della Sapienza dopo il cambio della società che fornisce ticket ai dipendenti dell’Ateneo

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PISA. «Ancora una tegola sulle attività commerciali della zona della Sapienza. Dopo il crollo dei fatturati a causa della chiusura del polo universitario e quindi la scomparsa degli studenti, ora arrivano anche le commissioni maggiorate dei buoni pasto dei dipendenti dell’ateneo che li utilizzano per mangiare nei locali della zona». Questo il grido di allarme che i titolari di tanti pubblici esercizi della zona della Sapienza hanno lanciato in occasione di un’assemblea alla luce del cambio della società che gestisce i buoni pasto per i dipendenti dell’ateneo. Un cambio a seguito di un regolare bando presentato a livello nazionale alla Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, ma che ha spiazzato gli esercenti una volta compreso quanto dovevano pagare di commissione su ogni singolo ticket.

«Il nuovo bando per i buoni pasto che l’Università di Pisa fornisce ai propri dipendenti - spiegano i titolari di attività di somministrazione della zona che si sono ritrovati nei giorni scorsi per sollevare il problema - è passato attraverso Consip ed ha visto la vittoria di una nuova società rispetto alla precedente, la Repas. All’improvviso ci siamo accorti che le commissioni su ogni singolo buono sono però lievitate di ben quattro volte . Commissioni che con la precedente società oscillavano tra il 4,5% e il 6% ed ora sfiorano il 20% (19,75 per la precisione)».

Repas nel mese di dicembre ha contattato le attività della zona per comunicare il cambio di gestore del servizio. «Nessuno ha specificato però che le commissioni sarebbero cambiate - dicono ancora gli esercenti nel corso dell’incontro -. Solo che dai buoni cartacei ad aprile si passerà alle card con apposito pos. I buoni pasto sono da 7 euro e con una commissione quasi del 20% diventa davvero difficile accettarli, anche se i dipendenti universitari sono nostri clienti abituali e quindi umanamente questo ci rattrista».

Le attività della zona della Sapienza hanno deciso di sollevare il problema rifiutando il pagamento con questi ticket ed esponendo un cartello in cui si specifica che i buoni pasto Repas non vengono accettati, scusandosi per il disagio alla clientela, ed evidenziando la commissione del 19,75%.

Della vicenda si è subito occupata Confesercenti Toscana Nord attraverso il suo sindacato pisano dei pubblici esercizi Fiepet. «Abbiamo raccolto la rabbia di tanti colleghi - spiega il presidente Massimo Rutinelli - per questo ennesimo colpo all’economia di un quartiere che in questi anni sta subendo le conseguenze economiche negative dovute alla chiusura della Sapienza. Chiederemo al più presento un incontro con l’Università per capire i passaggi che hanno portato a questo nuovo bando Consip e soprattutto i motivi di questa crescita esponenziale delle commissioni. I colleghi hanno deciso in queste settimane - conclude il presidente del sindacato pisano pubblici esercizi Fiepet - di non accettare questi buoni pasto pur sapendo non solo di creare un disagio ai loro clienti abituali, ma anche di mettere a rischio ulteriormente gli incassi. Ma nelle attuali condizioni un ticket del genere non può essere accettato visto, soprattutto, i ridottissimi margini di guadagno sulle cifre spese per i cosiddetti pasti veloci». —

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