Gioco
Vettovaglie, il centro di Pisa più videosorvegliato è anche quello dove il crimine ha la meglio
Telecamere ad ogni angolo e in ogni vicolo intorno alla piazza bersagliata da furti, vandalismi e al centro di traffici illeciti
PISA. La zona con la più alta concentrazione di telecamere del centro città è anche la più pericolosa. Ed è quella dove "farla franca" è la regola.. Stiamo parlando di piazza delle Vettovaglie e vicoletti limitrofi, zeppi di occhi elettronici a quanto pare "accecati" e che di certo non servono come deterrente nonostante fosse questo l'intento della precedente e dell’attuale amministrazione. E che servano a ben poco, lo dimostrano, in parallelo, le 129 telecamere che sorvegliano, in teoria, l'ospedale di Cisanello dove sono state devastate decine di auto di dipendenti in più giorni e che allo stato dell'arte, non sono servite a poco.
Ma in realtà, la zona con la più alta concentrazione di occhi elettronici è proprio il regno della malamovida e cioè Piazza delle Vettovaglie, piazza Sant'Omobono, via dei Notari, vicolo delle Donzelle, vicolo del Vigna. Chiunque commetta un qualsiasi atto criminoso, vandalico, di spaccio o di violenza, lo fa sotto almeno a due-tre obiettivi di telecamere. Senza alcun effetto, però, nè in termini preventivi nè in termini repressivi del reato in questione. «Non servono come deterrente e non servono neppure per risalire agli autori di continui atti di vandalismo e violenza e furti nella zona» dice Davide Ricoveri che si fa portavoce del malcontento dei commercianti e dei residenti e membro storico dell'associazione Le Vettovaglie. Chi commette un atto di violenza o di spaccio nella piazza, in teoria non ha vie di fuga elettroniche.
Nella piazza ci sono ben quattro telecamere (per una superficie esigua da controllare). Se il soggetto cercasse di scappare in via Notari verrebbe beccato da due altre telecamere così come se si dileguasse per vicolo del Vigna o delle Donzelle dove ci sono altre due telecamere. Per non parlare di via Tavoleria (altra possibile via di fuga) dove ce ne sono due così come sono video sorvegliate le altre stradine contigue, via Cavalca e vicolo del Tidi. Chi dunque compia un atto criminoso passa indenne sotto 12 telecamere disposte in un fazzoletto di metri quadrati. Eppure nonostante la video sorveglianza degna di Fort Knox o di un'ambasciata israeliana, non c'è notte, dal lunedì alla domenica che non vi siamo spaccio, furti, atti di violenza, risse.
«Quelle telecamere non servono perché hanno una raggio di monitoraggio limitato - dicono dall'associazione - oppure perché sono rotte o con scarsa manutenzione. Mettiamone una di quelle moderne con raggio operativo di 360 gradi». Guido Nassi residente e responsabile del comitato La Cittadella precisa: «Vanno aggiornate dal punto di vista tecnologico e del riconoscimento facciale oppure, un altro problema che spiegherebbe la loro inutilità, è che i sistemi nelle centrali operative delle forze dell'ordine debbano essere aggiornati o coordinati. Non saprei indicare l'ammontare dei costi e su chi dovrebbero gravare».
E visto che di costi stiamo scrivendo, vale la pena ricordare quanto questo servizio di video sorveglianza sia costato negli anni alle due amministrazioni che si sono succedute e cioè oltre 800mila euro. «La sicurezza è diventata un business mentre invece si dovrebbe agire con politiche ben più complesse» dice Francesco Auletta di Diritti in Comune. E mettiamoci anche che la video sorveglianza pubblica, è integrata da molte telecamere private di condomini, esercizi commerciali e bancari oltre a quelle de La Sapienza, del centro informatico della Normale e della sua foresteria che stanno in piazza San Felice a ridosso di via Tavoleria. A poco vale, se non si darà continuità, l'intervento di due sere fa dei carabinieri che hanno arrestato due spacciatori in via dei Notari, forse grazie alla telecamera situata nella stessa strada. — Carlo Venturini
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