Il dolore
Cani sequestrati dopo la denuncia di un operaio
All’origine del blitz un addetto che sostiene di non essere mai stato pagato. L’allevatore: «Ora preferisco non parlare»
vecchiano. Si sono presentati per accertare la regolarità contrattuale di un lavoratore che sosteneva di non vedere un soldo da mesi e alla fine si sono imbattuti in decine di pastori tedeschi confinati in spazi angusti e sporchi.
Al termine del blitz di mercoledì in tre allevamenti di cani gestiti da un noto professionista del settore, Alarico Sgroi, 62 anni, di Vecchiano, i carabinieri forestali con i colleghi dell’Ispettorato del Lavoro, Asl e Inps hanno definito un pacchetto di sanzioni e denunce per l’allevatore.
In due strutture su tre, a Filettole e a Migliarino - quella di Nodica è stata ritenuta regolare - 52 cani sono stati visti in gabbie ristrette, in precarie condizioni igieniche con acqua sporca e cibo buttato in terra alla rinfusa.
«L’allevatore guardava i cani al massimo una quarantina di minuti al giorno su tre centri» riferisce chi è andato sul posto per i sequestri. Odori da togliere il respiro anche a distanza di metri provenienti da gabbie con ciotole rovesciate, giacigli misti a escrementi e buio fisso. A Filettole hanno trovato una costruzione a forma di elle con oltre 30 cani. Non erano malnutriti, ma secondo l’accusa uscivano poco dalle cellette sudicie e nauseabonde.
Il sopralluogo congiunto è nato dalla denuncia di un aiutante dell’allevatore che vive in un camper a pochi metri dall’allevamento di Filettole e che ai carabinieri ha detto di non venire pagato da mesi. I cani sono di proprietà di una società e Sgroi li ha in custodia. Una condizione che ha portato l’uomo a ricevere una denuncia per aver «detenuto animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze». Dissidi tra soci dell’azienda proprietaria sarebbero all’origine di una tenuta degli animali censurata dalle forze dell’ordine. L’ipotesi di ricollocare i cani, sequestrati ma rimasti al loro posto, in altri centri potrebbe lasciare il posto a una sistemazione con una struttura nuova e più accogliente. Sono questioni che Sgroi concorderà con i carabinieri forestali.
Contattato dal Tirreno, l’allevatore che vive a Filettole circondato da una parte consistente dei cani sequestrati, risponde: «In questo momento preferisco non rilasciare dichiarazioni». Per l’assistente tenuto al nero ha ricevuto una sanzione di 7.200 euro . —
Pietro Barghigiani
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