Sicurezza
Condannato per rapina marocchino sarà espulso dopo aver scontato la pena
pisa. Espulso dopo aver scontato la pena inflitta in primo grado e poi confermata nella responsabilità del fatto anche in appello.
Lo ha deciso la Cassazione dichiarando inammissibile il ricorso di Jafaar Bassit, 21 anni, marocchino, riconosciuto colpevole in tre gradi di giudizio di rapina aggravata e lesioni personali aggravate ai danni di Federico Fossi, 37 anni, pisano, residente a Volterra. In primo grado Bassit nel febbraio 2018 fu condannato a 3 anni e 2 mesi. Pena ridotta in appello nel gennaio 2019 con i giudici fiorentini che hanno ribadito la colpevolezza dell’immigrato nell’assalto di notte sulla litoranea a Marina di Pisa poco distante da un locale notturno. La Suprema Corte ha mantenuto anche la pena accessoria dell’espulsione quando Bassit finirà di scontare la pena.
Un pestaggio per mettere insieme alla fine un bottino modesto, un cellulare e 30 euro. Era il 28 giugno 2017. Fossi finì all’ospedale per i pugni in faccia e ne uscì con 21 giorni di prognosi.
In aula la testimonianza della vittima della rapina fu precisa. La difesa dell’imputato aveva contestato la riconoscibilità di Bassit avvenuta, sostenevano, attraverso foto su Facebook indicate da una fonte anonima ai carabinieri. In tre gradi di giudizio Fossi è stato creduto perché pur nell’oscurità della zona lo aveva visto in faccia. Ecco il suo racconto in Tribunale.
«Ero uscito da un locale intorno alle 4 quando una persona mi ha assalito iniziando a prendermi a schiaffi in faccia – aveva esordito il teste –. La zona era buia. Non ci ha visti nessuno. Quando sono caduto lui ha proseguito con schiaffi e pugni. Ho cercato di difendermi, inutilmente. Mi ha preso portafogli e cellulare». Sollecitato dalle domande dell’accusa, il teste aveva riferito anche quanto è accaduto dopo fino al soccorso occasionale di un’ambulanza della Palp di Marina: «Prima sono andato all’esterno del locale, ma nessuno mi ha aiutato. Poi mi sono diretto verso il centro e solo per caso quando ero in un bar è arrivata un’ambulanza». A Fossi in ospedale avevano diagnosticato la rottura del setto nasale, due costole lussate, un trauma cranico e vari lividi. «Quel tipo con fare minaccioso ha cominciato a urlare “Vieni qui. Vieni qui”. Ho cercato di scappare, ma mi ha raggiunto e mi ha fatto cadere a terra. A quel punto ha iniziato a colpirmi con pugni e calci e poi mi ha rubato il cellulare e i soldi che avevo nel portafoglio». —
P.B.
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