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«Bici elettriche? Meglio puntare sul bike sharing»

Carlo Venturini
«Bici elettriche? Meglio puntare sul bike sharing»

Fiab interviene sul progetto di Pisamo: il gioco non vale la candela, ci sarebbero  più oneri rispetto alle reali possibilità di utilizzo in una città come la nostra

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PISA. Bici elettriche a Pisa? «Il gioco non vale la candela, si deve investire nella manutenzione del “classico” bike sharing». Ne è convinta la Fiab pisana che critica l’idea di Pisamo e del suo amministratore Andrea Bottone di investire nelle biciclette con pedalata assistita e cioè elettriche. Carlo Carminati, presidente Fiab, fa un elenco dei punti deboli, a suo dire, del progetto che è «oltretutto molto oneroso, oneri che ricadono sul Comune o sull’utente». Secondo Fiab, questo servizio serve in quelle città come Siena che sono piene di salite, mentre Pisa è piatta ed ha un diametro di attraversamento di pochissimi chilometri. Inoltre l’uso quotidiano, secondo Fiab, non è per niente agevole. «L’utente infatti deve scaricarsi una app e deve pagare con carta di credito. La app serve inoltre a cercare la bici elettrica disponibile con dei puntini che lampeggiano sullo smartphone», dice Carminati. Questo perché il servizio di bike sharing elettrico è “free float” e cioè senza stazioni fisse dove prendere e lasciare la bici.

«Di fatto l’utente deve andarsi a cercare la bici perché queste possono essere lasciate ovunque», continuano dalla Fiab. Quindi tutti chini con gli occhi sullo smartphone alla ricerca della sfuggente bicicletta. Questa “eccessiva libertà” di sosta può comportare l’accrescere dell’anarco-parcheggio delle bici in città con buona pace del decoro. Basti vedere le cataste di biciclette legate a pali della luce, a tubi del gas, alberelli e saracinesche. «Esatto - dice Carminati -. Il servizio, se non ben regolamentato, va a finire come a Firenze o Milano dove alcune bici elettriche sono state trovate in Arno o nei Navigli. Inoltre non si capisce ancora chi e come dovrà procedersi a ricaricare queste biciclette». C’è poi un altro motivo di perplessità della Fiab e cioè il costo. «Chiunque sa che le bici elettriche o con pedalata assistita hanno un costo notevolissimo sia di acquisto che di manutenzione. Per questo dovremmo investire di più su il bike sharing tradizionale che a Pisa funziona. Proprio perché funziona ed è molto usato, va fatta una seria e continua manutenzione».

Secondo l’associazione, il servizio di pedalata assistita potrebbe essere usato nei mesi estivi sul nostro litorale «visto che non c’è nessun tipo di servizio neppure di bike sharing tradizionale». Secondo Pisamo però la bici elettrica servirà per facilitare spostamenti lunghi, come ad esempio per raggiungere in maniera “green” il litorale. «Ma il gioco non vale davvero la candela», secondo la Fiab. Difficile infatti pensare che decine e decine di studenti usino come mezzo di pendolarismo città-litorale una bicicletta elettrica. «Siamo convinti che ci siano migliorie da apportare a questo progetto embrionale, migliorie che potremmo concordare assieme al Comune ed al mondo dell’associazionismo, quando e se convocato», conclude Carminati.

Intanto sono state raddoppiate le rastrelliere in piazza San Felice. Lì era stata spostata la rastrelliera di via Oberdam per far posto ad una fioriera. Il Comune ha traslocato quella preziosa rastrelliera raddoppiando il posto per le bici e proteggendole dal parcheggio delle auto.—

Carlo Venturini

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