Il Tirreno

Pisa

Il contenzioso

Veranda rimossa dopo 34 anni di liti

Donatella Lascar
L’esterno del locale storico di Tirrenia dove prima si trovava la veranda al centro del contenzioso
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L’esterno del locale storico di Tirrenia dove prima si trovava la veranda al centro del contenzioso

Il caso del ristorante-pizzeria “dea del mare”  a Marina di Pisa è cominciato nel 1986. Le titolari non mollano: «Investiamo ancora, cambiamento enorme ma restiamo»

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PISA. Siamo arrivati al momento fatidico. La veranda del ristorante pizzeria “Dea del Mare” (già Gran Bar), è andata giù in questi giorni così come era stato stabilito nell’atto di precetto ricevuto dalle titolari dell’attività nell’aprile scorso. La nota impresa commerciale del Litorale è riuscita a completare la stagione estiva e a lavorare anche per le festività natalizie. Ma poi è giunto il momento atteso e temuto rispetto al quale si apre ora uno scenario imprenditoriale nuovo.

L’atto di precetto nei confronti dell’attiità è arrivato a seguito della conclusione di una causa civile iniziata nel 1986 e sollevata dal condominio in cui sorge il ristorante-pizzeria, perché riteneva che quella struttura fosse contro il decoro architettonico dello stabile.

La sentenza di primo grado è arrivata nel 2012 e in seguito è diventata definitiva per l’estinzione dell’appello e ora si è passati all’esecuzione della sentenza che impone, come si è perificato, la rimozione dell’ampia veranda.

«I lavori sono iniziati l’8 gennaio e si spera di riaprire a marzo – riferisce una delle titolari del Gran Bar Sandra Vangelisti -. Il nostro è un locale storico di Tirrenia, prima apparteneva ai nostri genitori e siamo qui dal 1967 e non molliamo. Abbiamo acceso un mutuo importante che finiremo di pagare tra parecchi anni, forse saremo ultrasettantenni quando ci riusciremo e investire in modo così ingente in un momento come questo e soprattutto a Tirrenia dove siamo circondati da fondi vuoti, penso che ci voglia coraggio».

«Meno male che il fondo è nostro - aggiunge ancora Vangelisti - perché altrimenti non so come avremmo fatto così com’è nostro anche il terreno dove sorgeva la veranda. Si tratta di apportare dei cambiamenti enormi – spiega la titolare -, dobbiamo rifare tutto l’impianto elettrico, idraulico, del gas e poi risistemare l’interno. Con la veranda disponevamo di 180 posti e da ora in poi ne avremo 70, gli altri li recupereremo in estate apparecchiando fuori dove c’era la veranda, ma ancora non sappiamo che cosa ci permetteranno di fare. Comunque vada, non sarà più come prima ed è incredibile che tutto questo accada a distanza di 34 anni da quando è partita la causa, anni durante i quali abbiamo sempre chiesto di trovare un accordo ma non c’è stato niente da fare. Adesso è stata già programmata anche la ristrutturazione di tutto il palazzo, la prima che io mi ricordi dal 1967». Nella stessa situazione si è trovato anche il bar gelateria “Paradise” a pochi metri di distanza dal “Gran Bar” e facente parte dello stesso stabile, che però ha già provveduto alla rimozione della veranda e ha già anche terminato i lavori di ristrutturazione e riaperto al pubblico. Ma è anche vero che si tratta di un’attività più piccola rispetto al ristorante. È stata già rimossa da diversi mesi anche la veranda del bar “La Loggia” che si trova sull’altro lato del palazzo e a cui era stata intimata la rimozione così come alle altre due attività, ma a novembre il bar anche chiuso i battenti. —


 

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