Il Tirreno

Pisa

Troppi fondi chiusi in una località quasi “fantasma”

D.L.

Sempre meno i commercianti coraggiosi che restano aperti tutto l’anno 

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la situazione

La situazione di crisi che oggi vive Tirrenia e che fa spesso pensare a un clima di recessione appare come un processo inarrestabile e irreversibile. La testimonianza di questo, è data dalla grande quantità di fondi vuoti. Negozi che chiudono uno dopo l’altro e il biglietto da visita di questo paese fantasma, lo dà proprio l’angolo che accoglie i visitatori di Tirrenia che si affaccia sulla rotonda che si trova poco prima della piazza centrale e la Pisorno. Un angolo dove prima si trovavano due negozi di abbigliamento e un parrucchiere che ora sono vuoti. Due anni fa ha chiuso uno dei due negozi di abbigliamento e ad ottobre di quest’anno prima ha chiuso l’altro negozio d’abbigliamento e infine anche il parrucchiere. Un angolo di desolazione dove solo recentemente si è, fortunatamente, riaffacciata una nuova attività. Arrivati in piazza invece, nel braccio sinistro proteso verso la vecchia stazioncina del trammino, Le Scimmie, ristorante pizzeria e disco pub, che ogni sera pullulava di giovani, è chiuso da quasi un anno e a novembre ha chiuso anche il bar gelateria La Loggia che era davanti e quindi, da lì in poi, fino al bar Dolcemente, che si trova proprio nella vecchia stazioncina, il nulla. Ma non è finita, nella via interna che parte proprio dall’angolo dove si trovava il bar La Loggia, e che un tempo era un’altra strada fiorente del commercio, oggi è una sequela di fondi chiusi e sempre a novembre, in questa strada, per cessata attività ha chiuso anche uno storico negozio di merceria oltre tutto, l’ultima rimasta in tutto il litorale. Sopra le serrande chiuse resiste ancora qualche insegna come quella di una pizzeria, di un negozio di elettrodomestici o di gastronomia di altri invece, il tempo ha già cancellato tutto. Lato mare invece, qualche fondo vuoto che viene riaperto solo con la stagione mentre, nella rotonda sotto l’hotel Continental, ci sono solo tre negozi e per il resto serrande abbassate.

Ma non è sempre stato così. Cos’è successo a questa cittadina turistica che ha conosciuto decenni di fasti, anche grazie ai suoi studi cinematografici? Era una piccola Hollywood con alberghi che nascevano per alloggiare attori e maestranze. I più grandi della musica leggera hanno cantato al Tennis Club Caminetto e molte delle ville che li ospitavano oggi sono in rovina. Era l’epoca del boom economico, dell’Ente Tirrenia che vendeva le preselle con l’obbligo a costruire entro sei mesi e della base militare di Camp Darby. Quasi 5mila militari con le famiglie che gravitavano su Tirrenia dove i commercianti hanno conosciuto per primi la festa di Halloween e imparato l’inglese in un epoca in cui non lo parlava quasi nessuno. Erano nate discoteche, piano bar, night club e a cascata negozi, ristoranti, altri alberghi e le attrazioni si moltiplicavano. Poi le grandi strutture hanno cominciato a chiudere destinando l’indotto, fatto di piccole attività, a morire lentamente. Ora Tirrenia appare come una località schiacciata tra le barche del porto di Marina e gli investimenti turistico-ricettivi di Calambrone. Una località in cerca di rilancio che rappresenta una sfida importante per l’amministrazione in carica e quelle che verranno. —

D.L.

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di Redazione web