Il Tirreno

Pisa

gestore picchiato alle piagge 

Rapinato al parco in aula accusa il giovane imputato «Sì, c’era anche lui»

P.B.

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pisa. «Sì, lo riconosco con certezza. È lui. Era uno dei tre che quel giorno mi aggredirono e mi portarono via l’incasso e il cellulare».

Gaspare Scalzo, 53 anni, di Agrigento, da una vita a Pisa, è un uomo mite e ispira quasi tenerezza per i suoi modi gentili. Al banco dei testimoni diventa un gigante.

Lui, così minuto e inerme, trova il coraggio di indicare l’imputato e confermare le accuse. Nonostante le minacce ricevute e i “consigli” di cambiare versione e scordarsi quei volti.

Ma Gasparino, come è conosciuto al parco giochi Lilliput dove lavora da tempo, non cambia idea. Risponde alle domande del pm Sisto Restuccia e dopo aver rievocato l’assalto nel maggio 2018 alle Piagge non tentenna nel confermare la presenza dell’imputato nel raid violento concluso con una rapina e la vittima dell’assalto in ospedale.

Accusato di lesioni personali e rapina, Ionut Dumitru, 21 anni, romeno, domiciliato su Pisa, assistito dall’avvocato Giovanni Izzi, è in cella da ottobre. Dal giorno dell’arresto da parte della squadra mobile della questura. Ieri la testimonianza davanti al collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco).

«Quel giorno stavo chiudendo – è il racconto di Gaspare Scalzo –. Sono arrivati tre giovani. Hanno insistito per giocare a ping pong e li ho lasciati fare. Poi era tardi e ho ricordato ai tre che dovevo andare via. “Ragazzi si chiude” mi ricordo di aver detto. A un certo punto mi hanno aggredito e con un pugno in testa ho rimediato un trauma cranico. Sono scappati con 400 euro dell’incasso e il mio cellulare».

Quando il pm gli ha chiesto se in aula c’era qualcuno dei tre, il teste non ha avuto esitazioni. Ha puntato l’indice della mano destra e indicando Dumitru seduto accanto al suo legale è stato lapidario: «È lui. Ne sono certo».

Dopo l’arresto del 21enne romeno al parco giochi si sono presentati in due occasioni alcune persone. «Mi hanno detto che non era stato lui a colpirli, ma un altro – ha spiegato Scalzo –. Mi hanno fatto anche vedere le foto sul cellulare e offerto soldi per cambiare versione. E in un’occasione hanno minacciato ritorsioni. Sinceramente ho avuto paura».

Non è la prima volta che Gasparino viene aggredito: era già successo nel 2013, quando fu picchiato a sangue (i banditi gli fecero saltare due denti con una pala) e rapinato dell’incasso del parco, circa duemila euro. —

P.B.

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