Sicurezza
Quel rischio scongiurato di essere travolti dal contenzioso con Ingv
PISA. Numeri importanti per Pisamo, Azienda per la mobilitàPisa, con un fatturato che supera i 16 milioni e mezzo di euro, con una variazione di fatturato superiore al 24% e un risultato d’esercizio del 662,15%.
Costituita nel giugno 2004 tra Comune di Pisa e Cpt Spa per la gestione dei servizi relativi al sistema della mobilità urbana, la Pisamo è divenuta dal febbraio 2006 società strumentale del Comune di Pisa per la gestione del governo del sistema della mobilità urbana, della sosta, della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e della segnaletica stradale.
Eppure Pisamo ha rischiato nei mesi scorsi di veder franare i suoi bilanci. All’origine la realizzazione del complesso immobiliare Sesta Porta (nella foto) in via Battisti (dove ha sede): un’operazione, gestita dalla controllata Sviluppo Pisa, che si basava soprattutto sulla cessione di una parte del complesso, del valore di 9 milioni di euro, all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
La marcia indietro dell’Istituto, con tanto di contenzioso legale, ha tenuto sotto scacco i bilanci ed in apprensione l’intera “filiera” Sviluppo Pisa-Pisamo-Comune. Poi, dopo mesi di trattative, l’intesa nello scorso giugno per la cessione all’Ingv di una porzione della Sesta Porta pari a 1.340 mq, versando nelle casse della controllata di Pisamo 5 milioni e 750mila euro. «La firma, che chiude un contenzioso durato otto anni, permette alla Sviluppo Pisa - ha sottolineato il Comune in una nota dopo la firma - di introitare somme importanti ed utili per abbattere il capitale del mutuo in essere, portando così le singole rate dello stesso ad un ammontare vicino al realizzo mensile delle locazioni incassate da Sviluppo Pisa, riportando ad un maggiore equilibrio la condizione economica della società».
«Con questa operazione - era stata la considerazione del sindaco di Pisa, Michele Conti - abbiamo messo in sicurezza Sviluppo Pisa evitando il rischio che travolgesse Pisamo creando, di conseguenza, un danno economico ingente anche al Comune di Pisa e quindi ai cittadini pisani». —
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