La manifestazione
Pisano condannato a più di 7 anni per droga e botte alla moglie
La denuncia della donna, inseguita in auto per le vie del centro, aveva portato la polizia a perquisire l’abitazione dove furono trovate cocaina e armi illegali
PISA. Senza quel litigio e l’inseguimento per stare dietro alla moglie impaurita e pronta a tutto dopo l’ennesima aggressione subìta in casa, il 48enne imprenditore pisano avrebbe evitato l’arresto e ora anche una condanna a 7 anni e 4 mesi e 18mila euro di multa.
Un conto finale che deriva dalla somma di tre reati collezionati dall’imputato che è stato giudicato con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) dal gup Donato D’Auria: un anno e 4 mesi per i maltrattamenti contro la moglie; 4 anni e 18mila euro di multa per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; 2 anni per le armi illegali.
L’uomo (omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr) si trova agli arresti domiciliari da mesi. L’episodio, in un effetto domino che lo ha messo nei guai, risale al maggio 2019.
È un pomeriggio quando nella casa coniugale della coppia la lite, l’ultima di una serie infinita, deraglia verso una violenza ripetuta nel tempo, ma di cui la donna non intravede la fine. A quel punto la moglie dell’imprenditore, disperata e stanca dei maltrattamenti cui viene sottoposta da mesi, sale in auto e se ne va.
Lui, il marito fuori di sé, si mette al volante della sua macchina e inizia a seguirla. La chiama al telefono e impreca contro la donna. Lei si impaurisce e presa dal panico cerca un rifugio sicuro. Inseguita dal marito telefona in questura e spiega cosa è successo e quello che sta passando in quei secondi da pedinata. Mette a conoscenza della polizia il comportamento dell’uomo che la segue in auto dalla periferia al centro. Alla fine arriva in questura, parcheggia anticipando il coniuge e sale negli uffici dove denuncia tutto quello che le è accaduto non solo quel pomeriggio travagliato, ma anche nei mesi precedenti. Secondo la querela sarebbero stati diversi gli episodi di maltrattamenti e atti persecutori da parte dell’uomo nei suoi confronti fino al punto da fuggire di casa durante l’ennesima lite, in quel caso con toni più violenti del solito, e denunciarlo. Dopo aver ascoltato il racconto della donna, i poliziotti si precipitano a casa della coppia. E qui trovano 59 grammi di cocaina e due fucili detenuti illegalmente, uno ad aria compressa, l’altro una doppietta calibro 12, peraltro risultato rubato, a cui era stata tagliata la canna per essere nascosta meglio. L’arresto dell’epoca diventa ora una condanna.
Lei, la moglie, non si è costituita parte civile e nel frattempo ha cercato di sminuire le accuse contro il marito. —
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