Gioco
Si getta nel fiume per togliersi la vita Salvato da due agenti
pisa. È arrivato in bici al ponte della Fortezza poco prima delle 12,30. Ha sistemato le due ruote sul parapetto lato lungarno Mediceo. Ha preso una catena usata per bloccare la bicicletta e se l’è legata al collo con tanto di lucchetto. Una presa stretta, quasi per soffocare.
Poi si è lasciato cadere in Arno. Un tuffo anomalo che è stato intercettato dalle antenne naturali di due poliziotti delle volanti, occhi e orecchie sulla città nel cogliere qualunque dettaglio.
Erano in zona e si sono precipitati lungo le spallette per poi arrivare alla banchina dove hanno soccorso l’uomo, un 43enne, pisano, con problemi di tossicodipendenza, all’altezza dello scalo Roncioni. In tasca hanno trovato le chiavi della lucchetto e l’hanno aperto evitando un’asfissia imminente.
Nel frattempo hanno allertato la centrale operativa del 118 che ha inviato un’ambulanza. Sul lungarno sono arrivati anche i vigili del fuoco che, dopo che i poliziotti hanno trascinato di peso l’aspirante suicida, lo hanno imbracato e sistemato in una lettiga che con un’autoscala l’ha trasferito in strada per consegnarlo al personale sanitario in attesa.
Un salvataggio che per i due poliziotti è un déjà vu. I protagonisti della storia sono l’assistente capo Fabrizio Voleri e l’agente scelto Claudia Carletti. Gli stessi che nel giugno 2019 salvarono la vita a un’insegnante colpita da emorragia cerebrale in camera da letto.
Ieri il bis dei due poliziotti che in coppia dimostrano di meritarsi l’ennesima ideale medaglia per aver salvato un’altra vita in pericolo. —
P.B.
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