Il Tirreno

Pisa

manifestazione davanti a camp darby 

«Una mobilitazione popolare contro i venti di guerra»

Carlo Venturini
«Una mobilitazione popolare contro i venti di guerra»

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PISA. Soffiano venti di guerra e Potere al Popolo torna a manifestare contro la base americana di Camp Darby definita come «anacronistica e simbolo di una politica del terrore degli Stati Uniti». Ieri mattina esponenti del movimento hanno steso striscioni a poche decine di metri dall’ingresso della base americana ed al microfono si sono alternati studenti, lavoratori, immigrati provenienti da tutta la Toscana. «La parola che segna questi primi giorni del 2020 è guerra. L’assassinio del generale iraniano Soleimani in Iraq in un’operazione ordinata da Trump ha suscitato paura e ansia in tutto il mondo», dicono alcuni attivisti.

«La risposta di Teheran mostra che la possibilità di una guerra non è così remota. Negli Usa e in Gran Bretagna migliaia di persone sono scese in piazza per far sentire la propria voce contro la guerra. Dobbiamo cercare di fare lo stesso qui. Perché democrazia è anche e soprattutto questo: la voce dei popoli del mondo che si alza per far capire che vogliamo un mondo di giustizia e pace». Valter Lorenzi di Potere al Popolo aggiunge: «La presenza di questa base qui è del tutto anacronistica. La guerra fredda non c’è più. Non c’è alcuna giustificazione a questa occupazione armata degli Usa del nostro territorio, mentre c’è la perdita di posizioni di potere da parte dell’America nello scacchiere internazionale».

«Servono misure concrete per fermare i venti di guerra e dare spazio alla pace e non limitarsi alla retorica o, peggio, ad assecondare i progetti bellicisti di Washington - interviene un altro attivista -. Solo la mobilitazione popolare può costringere i governi ad agire a favore della pace e fermare piani criminali che producono lutti per i popoli del mondo e tasche ancor più piene per chi, in una fase di crisi dei profitti, cerca di accaparrarsi soldi fatti sul nostro sangue». Sulla questione Camp Darby è intervenuto anche il consigliere comunale Francesco Auletta di Diritti in comune: «Chiediamo che il Comune e gli altri enti locali non diano la disponibilità delle proprie infrastrutture per il trasporto sul territorio di armi e di mezzi di distruzione di massa. La giunta Conti così come quella Filippeschi non ha mosso un dito contro il progetto di potenziamento di Camp Darby, anzi ha dato via libera all’esproprio di alcune aree che servivano a questo progetto. Siamo pronti ancora una volta a bloccare il transito delle armi se sarà necessario».—

Carlo Venturini

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