Il Tirreno

Pisa

simbolo antimafia 

Edicola della legalità, si terrà mercoledì 15 gennaio il summit in Comune

Un momento del presidio in Borgo Stretto nel punto in cui si trovava l’edicola (Foto Muzzi)
◗
Un momento del presidio in Borgo Stretto nel punto in cui si trovava l’edicola (Foto Muzzi)

Confronto tra il sindaco Conti e l’associazione Libera. Sabato 11 un altro presidio in Borgo. La Provincia: non si arretri

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Si terrà mercoledì prossimo, 15 gennaio, l’incontro tra sindaco e Libera per l’edicola della legalità rimossa da Borgo Stretto. Stabilita dunque la data del confronto a Palazzo Gambacorti. Sul tavolo la possibilità di un progetto antimafia complessivo nel quale rientra anche la ricollocazione del chiosco (nuovo o riqualificato). Il sindaco Michele Conti ha già proposto una sistemazione all’Sms alle Piagge, l’associazione gradirebbe una sistemazione simile alla precedente.. Intanto sabato 11 gennaio, al motto “#Viviledicola”, si è svolto un altro presidio in Borgo Stretto. «Consapevoli del fatto che il decoro urbano sia una prerogativa indiscutibile per tutto il tessuto cittadino pisano, questo non può essere motivo di arretramento nell’impegno alla lotta alla mafia», dice il presidente della Provincia, Massimiliano Angori, che ha partecipato alla manifestazione. «Riteniamo - aggiunge Angori - che sia indispensabile e prioritario sostenere come istituzione i valori fondanti di Libera, volti proprio a combattere la mafia e, più in generale, al contrasto alla criminalità organizzata».

In vista dell’incontro in Comune, e dopo il comunicato scritto dal sindaco sulla vicenda, ad una lettera aperta rivolta a Conti è affidata la controreplica di Libera, a firma del referente provinciale Fabrizio Tognoni. «In questi mesi la sua amministrazione cosa ha fatto? Perché non si è spesa accanto a noi per proseguire quel percorso progettuale di cui ci eravamo fatti promotori e di cui avevamo iniziato a discutere? Perché non ci ha più convocato per presentarci ad esempio le idee elaborate dal Comune per un efficace e duraturo impegno di forte rilevanza sociale, da attuare nel bene confiscato (vecchia o nuova che fosse la sua collocazione)?», si chiede, tra l’altro, l’associazione. «A Pisa come a Palermo - aggiunge - il “problema” della gestione e della valorizzazione, simbolica e concreta, di un bene confiscato è prima di tutto appannaggio di chi governa il territorio in cui il bene ricade; non è compito di Libera o di chi per lei. Noi siamo tutti volontari, nessuno di noi ha un tornaconto personale o un altro fine se non quello di mettere a servizio della nostra comunità la sensibilità al tema della presenza mafiosa. L’unica nostra pretesa è che non si sprechi questa opportunità di ricordare a tutti che le mafie sono arrivate anche a Pisa». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web