Sicurezza
Emergenza erosione: «La Darsena Europa sarà devastante. Il mare tornerà a San Piero a Grado»
L’allarme delle condizioni della costa ripreso dal consigliere comunale Nerini e dal presidente degli Amici di Pisa
PISA. Estendere gli studi previsionali sul fenomeno dell’erosione del litorale alla costa del Gombo e del Parco di San Rossore. Lo chiedono gli Amici di Pisa dopo aver letto l’inchiesta (documentata da numerose fotografie, scattate anche con l’ausilio di un drone) sul pericoloso restringimento di quella zona costiera.. «Non possiamo permettere – afferma il presidente degli Amici di Pisa Stefano Ghilardi – che il litorale pisano perda la sua costa: abbiamo la convinzione che, allungando le dighe con la creazione di un muro alto 15 metri di scogliere estese in mare aperto per 1.500 metri nel porto di Livorno, scavando i fondali con chissà quale melma oleosa (che verrà smaltita dove?), non possa non accelerare l’erosione del litorale.
La costa che va da Livorno fino a Bocca di Magra è tutta sabbiosa e con fondali bassi, quindi si regge su equilibri molto precari, basta una mareggiata o un semplice manufatto umano per alterare le correnti marine costiere e provocare quindi devastazioni ed erosione di ampi tratti di costa sabbiosa. Così vediamo a Marina di Massa, dopo la costruzione delle dighe del porto di Carrara, a Viareggio per quello peschereccio, a Marina di Pisa per le dighe del porto di Livorno costruite a partire dal 1860. Inoltre, per aver modificato la foce del canale Scolmatore, costruendo recentemente la foce armata per favorire la navigazione, peggiora il fenomeno erosivo a Calambrone. Ricordiamo anche l’inquinamento dovuto agli scarichi delle acque di zavorra, utilizzate dalle navi per bilanciare la distribuzione dei carichi a bordo, per non parlare delle alghe tossiche, rilevate in alcuni mesi dell’anno a Marina di Pisa. E poi se il livello del mare si alza, come previsto, renderà la Darsena Europa già vecchia prima di nascere, e cambierà anche il livello fluviale. Quindi vorremmo conoscere i risultati degli studi preliminari effettuati dall’Autorità Portuale, che fecero decidere di non iniziare quello studio in vasca maggiormente attendibile rispetto all’andamento delle correnti marine e di possibili fenomeni erosivi, come da accordi presi nella conferenza dei servizi tenutasi al ministero nel 2017».
A riprendere l'ampio servizio de Il Tirreno è anche il consigliere comunale Maurizio Nerini, capogruppo di Noiadessopis@-FdI e presidente della commissione Urbanistica. «Dopo aver speso milioni per San Rossore e per le assurde spiagge di ghiaia a Marina – sostiene Nerini – oggi dalla Regione ci dicono che ci sono 100mila euro per “studiare il problema” di cause già note da ricercare nelle foci armate di Arno e Scolmatore. Nel contempo, il “compagno” Rossi si arrabbia perché non è ancora partita la Darsena Europa a Livorno.. Con questa opera altro che erosione... Sarà una devastazione per il litorale e il mare tornerà a San Piero. Non mettono questi soldi nello studio dell'impatto della Darsena e non dicono nemmeno cosa sarà realmente la Darsena Europa: praticamente è come mettere un territorio più grande di Marina di Pisa di traverso alla costa e scavare fino a 20 metri il fondale nel porto di Livorno. Piombino avrebbe i fondali e le banchine, ma non hanno una visione d'insieme e mentre il mercato mondiale si evolve verso i treni intercontinentali, sono convinti di puntare sulle supercontainer. Davanti a tutto questo vogliono spendere 250 milioni pubblici per compiacere il compagno Rossi, invece di impiegarli per le vere infrastrutture che mancano in Toscana per sostituire gli ottocenteschi collegamenti ferroviari fra Firenze Siena, Pisa, e Lucca-Pistoia e per tappare il buco autostradale della Tirrenica». —
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