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Pisa

lo scontro sul trasporto pubblico 

Bus, rischio svalutazione e investimenti congelati

Danilo Renzullo
Bus, rischio svalutazione e investimenti congelati

Zavanella (Ctt Toscana Nord): «SI va avanti a colpi di atti d’obbligo  e contestazioni del valore degli asset immobiliari già inferiore a quello reale» 

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pisa. Stop agli atti d’obbligo mensili. No ad una possibile svalutazione degli assets. Beni immobili, in particolare, dal valore stimato di circa cento milioni di euro sui quali insisterebbe una richiesta di “sconto” del 30%. Le istanze emerse dall’assemblea dei soci della Ctt Nord rischiano di aprire un nuovo fronte nella guerra degli autobus in Toscana. Con Pisa, attraverso il sindaco Michele Conti, in prima linea per portare sui tavoli della Regione le rivendicazioni dei soci, pubblici e privati, della compagnia che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara. A partire dalla richiesta di prevedere atti d’obbligo (i provvedimenti che “obbligano” le aziende a svolgere il servizio) più lunghi rispetto a quelli mensili previsti dalla Regione fino all’assegnazione definitiva della gara regionale per l’affidamento ad un unico gestore del servizio di trasporto pubblico locale su gomma in Toscana. «L’assemblea dei soci – sottolinea il presidente della Ctt Nord Andrea Zavanella – ha espresso forte preoccupazione per la decisione della Regione di gestire questa fase di passaggio con atti d’obbligo molto brevi. Un sistema che rischia di creare difficoltà, soprattutto dal punto di vista della programmazione, della pianificazione e degli investimenti. Prima dell’assegnazione definitiva della gara e del passaggio effettivo della gestione del servizio passeranno mesi, se non addirittura anni. Occorre quindi fornire alle attuali aziende gli strumenti per continuare a gestire il servizio». D

all’assemblea dei soci della Ctt Nord è partito inoltre l’ennesimo appello alla Regione ad attendere il pronunciamento del Tar della Toscana, atteso per il 26 febbraio, prima di assegnare definitivamente la gara, “affidata” provvisoriamente ad Autolinee Toscane, azienda partecipata dal colosso francese Ratp. Il Tar dovrà esprimersi sul ricorso presentato da Mobit, il consorzio che riunisce tutte le società di trasporto pubblico locale su gomma toscane competitor di Autolinee Toscane nella gara da quattro miliardi di euro che punta ad affidare la gestione del servizio per i prossimi undici anni. Una “rivoluzione” nel sistema di trasporti regionali che sarà accompagnata dal passaggio di tutti gli assets delle attuali aziende (autobus, immobili, officine, parcheggi, terminal e mezzi operativi) al nuovo gestore. Ed è proprio sulla futura acquisizione delle proprietà che gli amministratori pubblici e i soci privati della Ctt Nord hanno puntato la loro attenzione. «Negli ultimi giorni – prosegue Zavanella – sono arrivate (da parte di Autolinee Toscane, ndr) decine di richieste di contestazione dei valori degli immobili». La società avrebbe chiesto di ricalcolare con un ribasso di circa il 30% il valore dei depositi e degli immobili amministrativi che, con l’assegnazione della gara, dovranno essere acquisiti da Autolinee Toscane. Le perizie, risalenti a cinque anni fa, hanno fissato in circa cento milioni di euro il loro valore totale. «Negli anni – continua il presidente di Ctt Nord – il valore degli immobili è, nella maggior parte dei casi, aumentato. Dall’assemblea è quindi partita la richiesta agli amministratori locali di farsi parte attiva nella gestione di questo passaggio per impedire una possibile svalutazione degli immobili e garantire il loro valore». Nelle prossime settimane, intanto, sulle strade delle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara entreranno in servizio una trentina di nuovi autobus, probabilmente gli ultimi “targati” Ctt Nord. —

Danilo Renzullo

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