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MALAMOVIDA 

«SpazioBono poco conosciuto» Sarà chiuso entro il 2020

Giulia Serni
«SpazioBono poco conosciuto» Sarà chiuso entro il 2020

Lo ha deciso l’amministrazione comunale nell’ambito della programmazione del settore sociale. L’assessore Gambaccini: «Ecco come cambieremo il servizio»

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pisa. Politiche sociali 2020, il Centro SpazioBono19 verso la chiusura. Alcuni operatori e forse dei gazebo in giro per la città al suo posto. È quanto emerge dalle parole di Gianna Gambaccini assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa e presidente della Società della Salute.

Nato a febbraio 2016 in piazza Sant’Omobono, SpazioBono19 è un punto di ritrovo per i giovani, un centro polivalente, promotore di attività sociali, culturali e artistiche, gestito dalla cooperativa Arnera. Aperto tre pomeriggi a settimana, si trasforma il venerdì e il sabato notte, fino alle 4 del mattino, in uno spazio relax per chi ha bisogno di smaltire una bevuta di troppo.

Il nuovo “Patto per Pisa anti-malamovida”, presentato nell’ambito delle politiche sociali 2020 dal Comune di Pisa, rimodulerà il sevizio fino a un probabile superamento dello spazio. Per Gambaccini «Il centro SpazioBono è poco conosciuto dai ragazzi, che lo scambiano per un uno dei tanti locali notturni. Di fatto non è riuscito a limitare il problema della mala movida, particolarmente evidente proprio nella zona di Vettovaglie dove si trova il centro stesso. Ecco dunque la scelta di rimodulare il servizio con un monitoraggio più serio e deciso, attraverso operatori e magari qualche gazebo o dei punti fissi, più visibili e riconoscibili».

Rimodulazione del servizio, a sostegno della Polizia Municipale, con un investimento di 73 mila euro. Il dislocamento del centro direttamente in strada, con operatori, per adesso due, che si muovono nelle piazze più calde della movida. «Chi ha bisogno di assistenza – secondo l’assessore - magari non va necessariamente nello SpazioBono e invece con il nuovo progetto gli operatori possono intercettare eventuali situazioni di difficoltà e, laddove risultino limitate e contenibili, intervenire andando eventualmente a ridurre gli accessi al pronto soccorso spesso congestionato».

Di fatto solo da aprile a metà luglio dello scorso anno, in 31 serate di apertura di SpazioBono19 sono stati contati 1775 passaggi, per una media di circa 60 a serata. Non solo serate in sicurezza ma anche prevenzione. La zona di “decompressione notturna”accoglie con divani, giochi da tavolo, cibo e bevande analcoliche, tutti i ragazzi che hanno bisogno di assistenza. Gli operatori provvedono a fornire loro materiali informativi e di prevenzione riguardo a malattie sessualmente trasmissibili. Per chi lo desidera è possibile effettuare in loco l’alcoltest. Opportunità apprezzata dai più giovani che sempre più spesso scelgono volontariamente di sottoporsi al test prima di mettersi alla guida. La possibile chiusura del progetto, visti i risultati positivi, desta varie preoccupazioni. Francesco Auletta già lo scorso dicembre, ha presentato un’interpellanza al sindaco e alla giunta comunale. —

Giulia Serni



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