Gioco
Mancarella apre alla protesta le porte del Senato accademico
Le istanze portate avanti ieri dai precari dell’università saranno all’ordine del giorno nel Senato accademico in programma giovedì prossimo
Pisa. Non solo le rivendicazioni salariali e la richiesta di stabilizzazione dei lavoratori precari. Ieri i dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori a tempo determinato pisani hanno protestato anche per chiedere maggiore peso e voce nella politica universitaria. Ed è per questo che i rappresentanti dei manifestanti hanno incontrato il rettore Paolo Mancarella. Un incontro che ha dato un primo risultato: le loro istanze saranno discusse nel senato accademico in programma giovedì prossimo.
«La componente precaria dell’Università ha un peso politico inesistente, nonostante essa rappresenti quasi il 60% del corpo accademico – si legge nel documento stilato da “Ricercatori determinati” al termine dell’incontro con il rettore –. Oggi dottorandi, assegnisti e ricercatori, insieme alla componente studentesca, hanno compiuto un passo avanti importante per invertire questa tendenza. Il rettore dell’università di Pisa ha accolto la richiesta di discutere nel prossimo Senato Accademico il nostro documento che ha avviato la protesta nazionale dei precari della ricerca».
Il 16 gennaio quindi l’Ateneo analizzerà tanto le richieste dei precari in tema di rifinanziamento, quanto di un concorso annuale ordinario, do una riforma del pre-ruolo e del ripensamento della valutazione della ricerca a partire da criteri qualitativi e non più quantitativi. Un primo passo accolto con favore dai ricercatori: «I numerosi interventi di oggi (ieri, ndr) hanno rappresentato voci, sensibilità e condizioni contrattuali diverse e hanno fatto emergere bisogni e rivendicazioni comuni. Ora più che mai è necessaria la partecipazione di tutti per costruire un percorso nuovo e condiviso, perché divisi siamo niente, uniti siamo tutto». —
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