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La crisi internazionale

«Non scrivete sui social»: l’ordine ai soldati Usa di Camp Darby dopo le tensioni con l'Iran

Danilo Renzullo
La base Usa di Camp Darby
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La base Usa di Camp Darby

Vademecum sulla sicurezza diffuso dai vertici al personale civile e militare impegnato nella base in provincia di Pisa

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PISA. Vietato scrivere sui social network per evitare di diffondere dettagli delle operazioni in corso. Rimanere sempre vigili e segnalare presenze o attività sospette all’interno o nei dintorni della base.. È un vero e proprio vademecum sulla sicurezza quello diffuso dai vertici militari, su indicazione del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e del comando europeo delle forze armate statunitensi, al personale civile e in divisa impiegato nella base di Camp Darby. Le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran nei giorni scorsi hanno fatto scattare lo stato di allerta anche nell’enclave a stelle e strisce che sorge tra Pisa e Livorno che presuppone un innalzamento delle misure di sicurezza a difesa della base per prevenire ed eventualmente fronteggiare minacce terroristiche.

«A causa dei recenti eventi mondiali, non vi sorprendete di vedere un aumento delle misure di sicurezza presso le comunità di Camp Darby e Vicenza (dove ha sede il comando dell’Us Army Garrison Italy che controlla anche la base statunitense di Pisa, ndr) – l’appello dei vertici militari ai dipendenti della base –. La sicurezza e la sicurezza della nostra comunità e degli impianti rimangono la nostra massima priorità. Anche se non ci sono minacce conosciute per i nostri soldati, civili, famiglie o beni, chiediamo la vostra collaborazione».

Nel mirino delle autorità americane finiscono soprattutto i social network. Facebook, Twitter, Instagram in particolare. Al personale è stato chiesto di non pubblicare post riferiti alle operazioni in corso per evitare di svelare dettagli sulle attività dell’esercito statunitense. Il comando chiede di condividere, se necessario, solo notizie pubblicate dalle pagine ufficiali dell’esercito e dalle varie divisioni.

«Non pubblicare i dettagli delle operazioni sui social media o in forum pubblici» si legge nell’elenco delle buone pratiche stilato dal comando, che invita il personale presente nella base a segnalare qualsiasi attività o presenza sospetta all’interno e all’esterno dell’installazione militare.

«Se vedi qualcosa, dì qualcosa – la direttiva –. Se osservate attività sospette all’interno o nei dintorni delle nostre installazioni o comunità segnalate immediatamente ai referenti o ai carabinieri. La priorità del comando è la sicurezza e in un periodo particolare si chiede di essere più vigili nei normali comportamenti».

Insomma: occhi aperti e bocche, e social network, chiusI. Direttive che assegnano un ruolo attivo, nella sorveglianza e nella segnalazione di eventuali sospetti o pericoli, ad ogni singolo dipendente civile e militare con l’obiettivo di incrementare i livelli di sicurezza della base. Al personale è stato chiesto anche di “sopportare” anche un possibile aumento dei controlli agli ingressi di Camp Darby. 
 

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