La protesta
Edicola della legalità, prove di dialogo: il summit ci sarà
Libera: i metodi usati non ci sono piaciuti, ora riprendiamo il confronto Il sindaco: serve un progetto duraturo, ci vedremo la prossima settimana
PISA. La richiesta di un incontro, ma anche alcune puntualizzazioni. «Noi combattiamo il degrado, non vi conviviamo». Libera Toscana e il coordinamento provinciale di Pisa hanno scritto una lettera al sindaco Michele Conti dopo la rimozione, causa degrado, dell’edicola della legalità da Borgo Stretto. Le firme sono quelle dei rispettivi referenti, Andrea Bigalli e Fabrizio Tognoni. Dal canto proprio, il sindaco affida la sua risposta ad un comunicato in cui tra l’altro scrive: «Per mesi ho aspettato una proposta concreta di rilancio del progetto, ma niente è pervenuto sul mio tavolo: spero che i ragazzi di Libera ne porteranno una all’incontro che mi hanno chiesto e che avverrà la prossima settimana».
Prove di dialogo dunque partendo per ora da posizioni diverse. Quelli di Libera ribadiscono «la contrarietà al metodo utilizzato dall’amministrazione per gestire questa complicata vicenda» per «una totale mancanza di sensibilità nei confronti delle associazioni che per oltre sei anni si sono spese per facilitare l’individuazione di possibili percorsi di riutilizzo sociale dell’edicola confiscata». Ora Libera vuole ripartire da dove, dice l’associazione, il confronto si è interrotto. Ovvero dalla scorsa primavera, in occasione della rassegna “Le settimane dell’Edicola”, quando a don Luigi Ciotti venne conferita la laurea honoris causa. «Così come - aggiungono - avremmo gradito essere informati preventivamente della determinazione dell’amministrazione comunale di procedere alla rimozione del chiosco, ora formuliamo l’auspicio di poter proseguire e finalizzare quel dialogo avviato a giugno scorso e volto alla definizione di un serio e duraturo progetto di riutilizzo».
Se il sindaco ora propone il centro Sms alle Piagge come collocazione alternativa dell’edicola, Libera ricorda altre ipotesi già emerse «come la ricollocazione di un nuovo chiosco in piazza Garibaldi o in altre piazze limitrofe e l’apposizione di un segno visibile che faccia memoria della originale collocazione».
Su vari punti, il sindaco ribatte: «Quell’edicola chiusa da quasi due anni in una delle strade principali del centro storico non onorava certo l’impegno antimafia della città di Pisa. Se era un simbolo, era senza dubbio diventato un simbolo negativo, di negligenza, trascuratezza e sciatteria. E non bastava, per migliorarla o riabilitarla, una visita di don Ciotti e qualche cartello in italiano e in inglese né riempirla di lettere di bambini portati lì una volta sola. È mia opinione che la lotta contro le mafie e per la legalità hanno bisogno di nutrirsi di esempi positivi, il che richiede passione civica, impegno quotidiano e sacrificio».
Prima della rimozione del 2 gennaio scorso attuata dagli uffici comunali, sottolinea Conti, «nessuno si era fatto avanti con una seria proposta di gestione, mentre dopo in molti si sono stracciati le vesti più per la messa in discussione di teoremi stantìi che per la rimozione del manufatto in sé. Non posso poi non evidenziare come in questa vicenda non siano mancati soloni e sciacalli che, per interessi di bassa politica o semplicemente per il famoso quarto d’ora di visibilità, si sono messi a capo di proteste molto poco partecipate o offerti di ospitare l’edicola in Comuni rurali limitrofi».
In occasione dell’incontro, il sindaco restituirà «le tante letterine che con cura sono state conservate dopo la rimozione dell’edicola e non distrutte come qualcuno denunciava. Con Libera, l’Università e tutti quelli che ci vorranno stare mi auguro si possa intraprendere un percorso condiviso per un progetto di lunga durata che finalmente porti la cultura della legalità e dell’antimafia nelle scuole, tra la gente». —
Francesco Loi
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