Sicurezza
Perde il controllo del suo scooter e finisce sotto l’auto Muore a 38 anni
Tragedia di notte in via dell’Ardenza a Livorno: inutili i soccorsi La vittima lavorava al camping Mare e Sole di Calambrone
Ha perso il controllo del suo scooter mentre stava tornando a casa, alla Rosa a Livorno, urtando contro lo spartitraffico al centro della carreggiata di via dell’Ardenza, dove c’è la pineta.
Poi, riverso a terra, un’auto lo ha investito e ucciso. Trascinandolo esanime per una decina di metri.
Tragedia all’una della notte tra la Befana ed ieri in via dell’Ardenza, davanti alla sede del Partito democratico, dove è morto a 38 anni Thomas Galvagno, ex dipendente del camping Mare e Sole di Calambrone e figlio di Marco Galvagno e Paola Ferrari, due persone molto conosciute nel mondo dello sport livornese in particolare nel canottaggio e nell’ambiente della pesistica, con all’attivo diversi successi.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Livorno, guidati dal maggiore Guglielmo Palazzetti, la vittima stava tornando verso la sua casa di via Piccioni, a Salviano, quando avrebbe sbandato forse per un colpo di sonno o un malore.
Non è chiaro e purtroppo nessuno lo potrà mai sapere. Fatto sta che il conducente della macchina se lo è trovato davanti e non ha potuto far niente per evitarlo: solo chiamare il 118.
L’uomo al volante dell’utilitaria non è stato indagato e la salma di Galvagno è stata subito restituita ai familiari d’intesa con il sostituto procuratore di turno, Antonella Tenerani.
Sequestrati, come da prassi, sia il motorino intestato alla madre del trentottenne, Paola Ferrari, che l’auto incidentata.
Poi i militari dell’Arma – che nel cuore della notte, dopo l’allarme al 112, si sono occupati dei rilievi dell’incidente – alle prime luci dell’alba hanno suonato a casa dei familiari per comunicare loro la terribile notizia. Il figlio scomparso in quel modo tragico.
Sul posto nel frattempo era intervenuto un equipaggio della Misericordia di Montenero, con i volontari della sede di piazza delle Carrozze seguiti dai colleghi della stessa associazione di via Verdi, con il medico a bordo.
Il dottore purtroppo non ha potuto far altro che constatare il decesso dello scooterista ed attendere l’arrivo dei vigili del fuoco del comando di via Campania, visto che il suo corpo senza vita era incastrato sotto l’auto.
I pompieri lo hanno rimosso con l’autogru. Una scena terribile, quella a cui hanno assistito gli abitanti del quartiere della Rosa, visto che il trentottenne dopo essere stato investito è stato trascinato sotto le ruote per una decina di metri.
«Mia madre - racconta una ragazza - è scesa in strada e si è quasi sentita male. La vittima è rimasta a lungo sotto la macchina, era già deceduta, c’era una lunga scia di sangue. È stato bruttissimo, non lo conoscevo, ma è come se lo fosse stato un mio amico».
Thomas ha sempre vissuto a Livorno e da giovane ha frequentato l’istituto Colombo.
La salma di Galvagno ieri mattina è stata trasferita alla camera mortuaria di viale Vittorio Alfieri, accanto all’ospedale.
In molti si sono stretti attorno ai familiari di Galvagno, molto conosciuto in tutta la città e non solo a Salviano, nel quartiere dove ultimamente abitava, dopo che in passato per due anni aveva vissuto a Firenze.
Stamani il funerale, alle 11, al cimitero dei Lupi.
Livorno e tutti i suoi amici potranno quindi dare l’ultimo saluto al suo “mago dei numeri”, un uomo troppo giovane per morire che, tra le altre cose, aveva un grandissimo talento in economia e matematica. —
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